ANNO 16 n° 274
Estorsione con metodi mafiosi, sfilano i testimoni
Udienza fiume per il processo a carico di Ismail e David Rebeshi

di Andrea Stefano Marini Balestra

VITERBO - Non sono bastate quasi cinque ore di udienza davanti al Collegio del Tribunale di Viterbo presieduto dalla dr.ssa Massini per capire come esattamente avvenne nelle giornate del 26 e 27 novembre 2019 a Tuscania allorchè presso un ristorante, gli imputati accusati di estorsione nei confronti del titolare si sarebbero con questo abbracciati e salutati come fratelli senza per nulla dimostrare tra essi motivi di contrasto. Soltanto un cameriere macedone del locale, a conoscenza della lingua albanese avrebbe ascoltato parole di minaccia anche di carattere sessuale nei confronti dei familiari del ristoratore.

I testi hanno riferito della gita del giorno successivo a Monterosi presso i locali di un autosalone dove ancora sono apparsi i rapporti tra il titolare della rivendita auto e David e Ismail Rebeshi “amicali”, il giorno successivo, però, il 28 novembre 2019, quello dell’arresto,  su denuncia del ristoratore tuscanese cui furono estorti 4mila euro ed il commerciante di Monterosi, vittima per 5mila euro, scattò la trappola tesa dagli inquirenti, quindi il loro fermo ed il successivo iter giudiziario.

L’udienza si è protratta perché resasi necessaria la traduzione dall’albanese all’italiano da parte di un’interprete di madrelingua albanese, comunque resa difficile anche dall’uso di termini dialettali usati da testi e imputati ascoltati in videoconferenza dagli istituti penitenziari dove sono ristretti.

Un’altra udienza “fiume” si annuncia per il 7 giugno.




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