ANNO 16 n° 275
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Esposta a Roma la nuova opera dell'artista Roberta Morzetti

Riceviamo e pubblichiamo.

Che relazione esiste tra l'arte dei muralisti messicani, la poetica di Frida Khalo e l'esigenza di rinnovamento culturale avvertita da più parti nell'Italia dei nostri giorni?

A dare una risposta concreta, una risposta che potrete ammirare con i vostri occhi, ci ha pensato la giovane artista tuscanese Roberta Morzetti che martedì scorso ha presentato a Roma, presso lo showroom Materia al 189 di Corso Vittorio Emanuele II, la sua ultima installazione, BebèBangBang.

Alla presenza del direttore del Centro Studi e Documentazione dell'Istituto Italo-latinoamericano, professore Riccardo Campa, del professor Pietro Paolo Cannistraci e del critico d'arte, dottor Luca Vona, Roberta Morzetti ha potuto illustrare l'idea e le motivazioni che l'hanno spinta a trovare nell'arte monumentale degli Orozco, Rivera e Siqueiros lo stimolo per “comunicare l'esigenza di una rivoluzione culturale, che parta dal popolo e che porti il popolo ad assumere un ruolo consapevole, attivo e determinante nella società e nella storia'.

Parole forti che trovano espressione in un'opera che non può lasciare lo spettatore indifferente: una prorompente condanna sociale delle disuguaglianze, la costrizione di volti impigliati in un groviglio di reti infinito e il riferimento ai martiri del nostro tempo, i disoccupati, i precari, i disperati che nell'ultimo periodo abbiamo visto togliersi la vita dandosi fuoco, accompagnano un moto di rinascita rappresentato dalla figura più positiva dell'opera, un busto di donna che rimanda sia ad una madonna laica, sia alla dea Flora, figura mitologica del mondo romano, che presiede alla fioritura e alla vita di tutta la vegetazione, chiamata affettivamente Flora Mater.

Ma la descrizione dei numerosi elementi dell'installazione non rende il giusto merito ad un'opera che vale davvero la pena di osservare da vicino, l'unico modo per far sì che il messaggio elaborato da Roberta vi raggiunga in tutta la sua potenza. L'opera rimarrà esposta fino al 7 dicembre a Roma presso lo showroom Materia al 189 di Corso Vittorio Emanuele II (nei giorni dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14,30 alle 19 ed il sabato dalle 10 alle 13).

Emanuele Faraglia




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