

VITERBO - ''Quando sono caduto a terra e ho continuato a sentire quei rumori che sembravano spari ho pensato: ci siamo. Ero convinto che sarei morto''
Simone Bertini, il campione viterbese di muay thai, racconta il dramma vissuto sabato sera in piazza San Carlo, a Torino. Lui, insieme alla fidanzata Sara e a un gruppo di 5 amici, era tra gli oltre 30mila tifosi bianconeri che si erano radunati davanti al maxischermo, nel 'salotto' del capoluogo piemontese, per seguire la finale di Champions League. Un momento di festa e di aggregazione rovinato quando, dopo il terzo gol del Real Madrid, nella piazza sabauda è piombato improvvisamente il terrore. Scoppi di petardi, un falso allarme bomba, le ringhiere del sottopassaggio del parcheggio sotterraneo che cedono e il fuggi fuggi generale della folla che travolge ogni cosa. Bilancio finale dei feriti: 1527, di cui 4 in gravissime condizioni.
''Immaginate 30mila persone che cominciano a correre senza motivo - racconta Simone -, dai rumori che si sentivano sembrava che ci stessero sparando addosso. Chi era in mezzo alla piazza come noi, non avendo idea di cosa stesse accadendo all'esterno, ha pensato subito al peggio. Abbiamo cominciato a correre''.
La calca, come uno tsunami, ha rischiato di sommergerli in quel mare di cocci di vetro.
''Sono andato a terra ma fortunatamente ho una struttura fisica che non è 'piccolissima' e sono riuscito a tirarmi su. Mi sono fatto qualche graffio e degli ematomi ma è poca cosa in confronto ad altri: c'era gente con la fronte spaccata e le gambe rotte. Appena mi sono rialzato ho cercato la mia ragazza. Era rimasta dietro di me. L'ho afferrata, me la sono portata avanti e siamo scappati''.
''La psicosi - spiega - è stata creata dal fatto che nessuno sapeva cosa stesse succedendo, i carabinieri continuavano a ripetere di andare via e questo metteva ancora più ansia. Quando siamo arrivati fuori dalla zona rossa e ci stavamo ritrovando con tutto il gruppo la folla ha ricominciato a correre e a urlare''.
''Fortunatamente nessuno di noi si è fatto niente di serio. Dopo mezzora - prosegue - è cominciata a circolare la notizia, sentendo gli amici e i parenti a casa, che si era trattato di un falso allarme e siamo ritornati in piazza. È stato il momento più brutto. Per terra era pieno di sangue, c'erano persone ferite e genitori che cercavano i loro bambini''.
''La cosa pazzesca di tutto questo - continua Bertini - è che non sono state allestite vie di fuga e non ci sono stati controlli da parte delle forze dell'ordine. C'erano i soliti ambulanti, e non dovevano esserci, che vendevano bottiglie di birra in vetro e tifosi che addirittura si arrampicavano sulla statua di Emanuele Filiberto. Non riesco a capire come si sia potuto, in un periodo come questo, prendere sottogamba un evento del genere. Per fortuna - conclude - è stato solo un falso allarme, ma se si fosse trattato di altro ci sarebbe stata una strage''.
La procura di Torino, per ora, ha aperto un procedimento penale per lesioni plurime, ''anche gravissime'', sui fatti di sabato sera in piazza San Carlo. Il fascicolo è a carico di ignoti.