


VITERBO - (MDL) Parte con oggi l’approfondimento di Viterbonews 24 sugli otto aspiranti candidati sindaco alle elezioni del 10 giugno. La prima intervista è a Massimo Erbetti, candidato del Movimento 5 Stelle. Seguiranno nei prossimi giorni quelle agli altri.
Massimo Erbetti, 8 candidati sindaco e 16 liste, come giudica quest’affollamento nella corsa a Palazzo dei Priori?
''C’è una grande partecipazione è questa è una cosa positiva. Non credo però che ci siano degli uomini o delle donne valide per tutte le stagioni, per le regionali, per le comunali. Non capiscono neanche tante liste che sostengono un solo candidato sindaco. E’ un po’ ingannare i cittadini. Se io mi presento che quattro liste ho 125 candidati. Alcuni non avranno mai la possibilità di entrare in consiglio comunali ma glielo fanno credere solo per portare un po’ di voti . Tutto questo non è nella nostra filosofia''.
A proposito di candidati, alcuni hanno sollevato critiche sulle modalità con cui lei è stato designato dal Meetup come candidato sindaco M5S…
''La verità è che siamo dei masochisti, ci facciamo delle regole assurde – ironizza Massimo Erbetti - La troppa democrazia porta delle assurdità. Noi abbiamo deciso un metodo: una prima elezione dove tutti i membri del Meetup davano 3 preferenze, poi i primi tre di questa tornata avrebbero fatto un secondo passaggio. Eravamo in tre con gli stessi voti ma gli altri non avevano dato la loro disponibilità a candidarsi e quindi sono usciti. Non lo faremo mai più''.
Pensa che le vicende della politica nazionale possano avere un “effetto ponte” anche sulle elezioni a Viterbo?
''Ogni elezioni è a sé ma penso che l’affermazione del M5S potrebbe avere un effetto traino anche a Viterbo dove, credo, la destra si sgretolerà. La presenza del Movimento 5 stelle è cresciuta rispetto a 5 anni fa quando, personalmente, muovevo i primi passi. C’è stato da parte del Movimento un percorso di crescita a livello amministrativo. Siamo stati un po’ meno presenti sul territorio ma perché eravamo concentrati sul consiglio comunale, sullo studio delle carte''.
La prima cosa che farebbe se fosse eletto sindaco?
''Prenderei tutte le carte del Comune e le porterei alla Corte dei Conti perché ci saranno delle carte che dovrei firmare anche io, per cui voglio essere tutelato''.
Ma quali sono le priorità da aggredire secondo lei?
''Vanno colmate le differenze sociali che ci sono. Con il primo bilancio vogliamo istituire il reddito civico per dare un aiuto alle famiglie che non arrivano a fine mese. Le persone che ne usufruiranno dovranno impegnarsi in corsi di formazione e nei lavori socialmente utili. Finanzieremo il reddito civico con l’abolizione del gettone di presenza e con i risparmi che avremo attuato dalla pulizia delle fontane e dallo sfalcio delle erbe che saranno svolti da queste persone.
L’altra priorità sarà il centro storico, la sua rivitalizzazione riportando gli uffici comunali in centro, aiutando con il microcredito l’apertura delle imprese nel centro storico, innescando un circolo virtuoso.
Vogliano creare inoltre un assessorato di scopo affinché venga riorganizzata la macchina comunale con esperti, ridistribuendo il personale in base alle effettive esigenze degli uffici''.
Il caso di ballottaggio con chi vi apparentereste?
''Con nessuno. Non ci apparentiamo con nessuno per lo stesso motivo per non abbiamo liste collegate perché riteniamo che più anime diverse non possano governare bene''.
Per chi voterà suo figlio (ndr. il riferimento è alla presunta polemica sull’ipotetica candidatura di Federico Erbetti in una delle liste di Francesco Serra, candidatura mai andata concretamente in porto)?
''Secondo me per me ma non glielo chiedo. Federico deve fare la propria strada e sono felice che si impegni. Il credo politico non è nel Dna. E se si fosse candidato non avrei avuto nulla in contrario''.
