ANNO 16 n° 303
Energie rinnovabili, il Comitato No Wild Fer: 'La Tuscia è già satura'
Dopo la bocciatura di 16 progetti da parte del Consiglio dei ministri, il Comitato chiede una distribuzione più equa degli impianti e compensazioni concrete

MONTALTO DI CASTRO - “Il recente pronunciamento del Consiglio dei ministri, che il 28 ottobre ha espresso giudizio negativo di compatibilità ambientale su 16 progetti di impianti rinnovabili, sei dei quali nella provincia di Viterbo, ha riaperto il confronto sul futuro della transizione energetica.

Tra i progetti bocciati figurano il fotovoltaico Querciolare da 77,69 MW a Montalto di Castro e altri impianti previsti a Tuscania, Proceno, Civita Castellana, Viterbo, Vitorchiano e nell'area di Valentano”.

“Il presidente del Gruppo Impianti Solari (GIS), 𝗥𝗮𝗳𝗳𝗮𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗚𝗶𝗮𝗰𝗰𝗵𝗲𝘁𝘁𝗶, ha richiamato l'attenzione sulla necessità di accelerare la transizione energetica, sottolineando che la sicurezza energetica nazionale richiede scelte concrete oggi, non tra decenni”.

“Come 𝗖𝗼𝗺𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗡𝗼 𝗪𝗶𝗹𝗱 𝗙𝗘𝗥 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗮𝗹𝘁𝗼 𝗲 𝗣𝗲𝘀𝗰𝗶𝗮, pur apprezzando il ruolo, la competenza e la figura di Giacchetti, riteniamo necessario distinguere le esigenze nazionali dalla situazione di territori che hanno già contribuito in maniera straordinaria alla produzione energetica del Paese.

Vorremmo ricordare proprio una sua dichiarazione del 2021, quando propose di 𝗶𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝘂𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝟯% 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗮 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗿𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶 per ogni Comune, consentendo alle comunità locali di partecipare direttamente alla pianificazione. Una proposta che riteniamo ancora valida e che dovrebbe tradursi in un principio di equa distribuzione degli impianti tra i Comuni italiani”.

“𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗻𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲𝗻𝗲𝗿𝗴𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮, 𝗻𝗼𝗻 𝘂𝗻 𝗼𝗻𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗴𝗹𝗶 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗵𝗶. Comprendiamo perfettamente le esigenze della decarbonizzazione, della sicurezza energetica e della riduzione della dipendenza dalle fonti fossili. Non contestiamo la transizione ecologica, ma le modalità con cui viene realizzata”.

“𝗟𝗮 𝗧𝘂𝘀𝗰𝗶𝗮, 𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗮𝘃𝘃𝗶𝘀𝗼, 𝗲̀ 𝗴𝗶𝗮̀ 𝘂𝗻 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝘀𝗮𝘁𝘂𝗿𝗼. 𝗘 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗮𝗹𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗻𝗲 𝗲̀ 𝗹'𝗲𝘀𝗲𝗺𝗽𝗶𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗲𝗺𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼. Parliamo di un Comune che ha ospitato grandi infrastrutture energetiche e che detiene un primato europeo, con il più grande impianto fotovoltaico del continente, una potenza di 85 MW e circa 283 ettari occupati. Un territorio che da decenni contribuisce alla produzione energetica nazionale e sul quale continuano a concentrarsi nuovi progetti, con conseguenze sull'utilizzo del suolo agricolo, sul paesaggio e sulle prospettive di sviluppo locale. A questo si aggiunge un'altra questione che riteniamo fondamentale: 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗯𝗲𝗻𝗲𝗳𝗶𝗰𝗶 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗲𝘃𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗶𝘃𝗼𝗻𝗼 𝗮𝗰𝗰𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗶𝗮𝗻𝘁𝗶?”

“Per questo proponiamo che 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗲𝗻𝗴𝗮 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗱𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗯𝗼𝗹𝗹𝗲𝘁𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲 𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗮𝘁𝗶. A tal proposito abbiamo depositato un Odg in Senato, facendo sponda con la politica che ci ha dato ascolto ed invitando tutti i partiti a farlo. I vantaggi dovrebbero essere concreti e riconoscibili per le comunità locali. Riteniamo che la posizione di Giacchetti e le nostre preoccupazioni possano trovare un punto di incontro proprio nella pianificazione, nella distribuzione equilibrata degli impianti e nel riconoscimento dei sacrifici già sostenuti dai territori”.

“𝗥𝗶𝗯𝗮𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝗧𝘂𝘀𝗰𝗶𝗮 𝗲̀ 𝗴𝗶𝗮̀ 𝘀𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗮𝗹𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝘀𝘁𝗿𝗼, 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗲𝗻𝗲𝗿𝗴𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮𝘁𝗼 𝗲𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗼, 𝗵𝗮 𝗴𝗶𝗮̀ 𝗱𝗮𝘁𝗼 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼. La sicurezza energetica del Paese è un obiettivo che condividiamo, ma non può prescindere dalla tutela dei territori e dalla giustizia energetica.

𝗡𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗻𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲𝗾𝘂𝗮 𝘀𝗲 𝗶 𝗯𝗲𝗻𝗲𝗳𝗶𝗰𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗲 𝗶 𝘀𝗮𝗰𝗿𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗮𝗱𝗼𝗻𝗼 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝘀𝘂𝗴𝗹𝗶 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗶”.

 

𝗖𝗼𝗺𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗡𝗼 𝗪𝗶𝗹𝗱 𝗙𝗘𝗥 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗮𝗹𝘁𝗼 𝗲 𝗣𝗲𝘀𝗰𝗶𝗮

Cristina Volpe Rinonapoli




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