ANNO 16 n° 297
Energie rinnovabili, a Bagnoregio oltre cento persone contro la speculazione
Agricoltori, associazioni e amministratori riuniti all’ex Cinema Enal chiedono una legge regionale sulle aree idonee che tuteli paesaggio e agricoltura

BAGNOREGIO - Sala gremita ieri pomeriggio all'ex Cinema ENAL di Bagnoregio per l'assemblea pubblica 'Transizione Energetica Senza Speculazione nella Tuscia', promossa da un'ampia rete di organizzazioni agricole, associazioni ambientaliste, culturali e del turismo. Oltre cento cittadini, agricoltori, operatori e amministratori hanno partecipato all'incontro, segno di quanto il tema sia ormai sentito sul territorio.

Ad aprire e moderare i lavori è stato Francesco Pratesi, presidente di Italia Nostra Toscana, che ha indicato nella Tuscia il caso di scuola di una speculazione che ha devastato il territorio prima che questo riuscisse a trovare la forza di difendersi.

Stefano Augugliaro, presidente di Agriturist Lazio, ha sottolineato come pale e pannelli mortifichino proprio ciò che il turismo ha di più prezioso: il paesaggio incontaminato e i beni culturali e archeologici rimasti intatti. Due aspetti che, ha ricordato, rappresentano il 60% delle motivazioni per cui gli stranieri visitano l'Italia, e i tesori della Tuscia in particolare.

Daniele Sabatini, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Regione Lazio, ha ricordato come la Giunta Rocca si sia distinta nel tentativo di introdurre una moratoria sull'intero territorio regionale, e sulla provincia di Viterbo in particolare, evidenziando che negli ultimi anni sono stati approvati pochissimi progetti.

Sono intervenuti anche Giulio Zelli, presidente della Commissione Agricoltura della Regione Lazio, e Valerio Novelli, consigliere regionale e componente della stessa Commissione, che hanno ricordato come la provincia di Viterbo sia di gran lunga quella che ha pagato il prezzo più alto: all'interno della Regione, contribuisce infatti per oltre l'80% alla produzione elettrica da fonti rinnovabili.

Oreste Rutigliano, presidente della Sezione di Roma di Italia Nostra, ha ricordato come la politica locale sia riuscita a scongiurare in extremis l'approvazione di 11 mostruose pale eoliche alte 250 metri nel comune di Montefiascone e nei comuni limitrofi.

Monica Tommasi, presidente degli Amici della Terra, associazione antesignana della battaglia contro questa speculazione, ha illustrato l'enorme sproporzione tra i sacrifici economici sostenuti per la transizione, almeno 200 miliardi a oggi, e i risultati irrilevanti in termini di decarbonizzazione.

Emanuela Socciarelli, sindaca di Montalto di Castro, ha ricordato come il suo comune, insieme a Tarquinia e Tuscania, sia ai vertici in Italia tra quelli che hanno sacrificato più territorio sull'altare della cosiddetta transizione energetica, comprese le oltre 100 pale eoliche offshore alte quasi 300 metri.

Stefano Aluffi, consigliere nazionale dell'Associazione Dimore Storiche Italiane, ha posto l'accento sull'importanza di una legge sulle aree idonee del Lazio realmente efficace nel salvaguardare ciò che resta di questi luoghi splendidi.

Lucia Minunno, coordinatrice della Coalizione TESS, ha spiegato come per le fonti rinnovabili sia necessario promuovere l'autoconsumo e l'utilizzo delle aree già compromesse, anziché consumare suolo fertile o devastare i crinali con le pale, come sta avvenendo sull'Appennino tosco-emiliano.

L'assemblea si è chiusa con un messaggio condiviso: la Tuscia ha già dato per tutti, e la legge regionale sulle aree idonee deve diventare lo strumento per difendere davvero il paesaggio, l'agricoltura e il patrimonio culturale del territorio.




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