

VITERBO – Crollano il numero delle imprese nel settore edile e delle ore lavorate. La crisi continua a fare sentire i suo peso nella Tuscia. Secondo i dati forniti da Anaepa Confartigianato, l’associazione dei costruttori aderenti alla Confederazione, nella provincia di Viterbo il numero delle imprese attive il numero di imprese attive registrate è passato da 1.138 del anno 2010/2011 a 1.003 dell’anno successivo, a fronte di un decremento delle ore lavorate che sono passate da un totale di 4.011.563 del 2010/2011 a 3.164.009 del 2011/2012. Gli effetti della crisi nel settore edilizio, dunque, si sono abbattuti pesantemente sulla provincia destabilizzando il panorama imprenditoriale e andando a colpire duramente la fetta di lavoratori attivi che da 4.454 che erano a fine 2011 sono scesi a 3.656 dell’anno successivo.
Alla base della profonda contrazione c’è il dilatamento dei tempi di pagamento (180 giorni in media, 115 è lo standard europeo) e lo scarso credito bancario (calo del 7,6% rispetto al 2011).
'' dati rilevati dal nostro centro studi – spiega Andrea De Simone, segretario di Confartigianato Imprese di Viterbo – sono allarmanti e non fanno che sottolineare la necessità e urgenza di interventi immediati su queste priorità. Il settore delle Costruzioni e in generale tutto l’universo delle piccole e medie imprese hanno urgenza di un Governo e di un Parlamento che intervengano prepotentemente, garantendo la ripresa dell’economia''
Quello delle costruzioni è il settore che ha perso con maggiore intensità valore aggiunto, con un indice negativo cumulato tra il 2007 e il 2012 pari al -21,8%, quasi tre volte superiore alla media dell’economia. Secondo quanto rilevato dal rapporto di Confartigianato, l’andamento degli investimenti fissi lordi, che nel 2012 hanno fatto segnare un calo del 6,2% rispetto al 2011 e del 22,7% rispetto al 2007, influenza fortemente la crisi del settore delle costruzioni.
''Un tale declino del settore non è ammissibile – conclude De Simone – e non si può rimanere inermi di fronte a un quadro tanto allarmante. Bisogna cercare di ripristinare le condizioni indispensabili affinché le imprese che operano nelle costruzioni tornino a respirare. Oltre alla semplificazione degli adempimenti e degli oneri burocratici e a un credito più accessibile per imprese e famiglie, è urgente un allentamento del patto di stabilità che riattivi gli investimenti e agevoli il pagamento dei debiti accumulati dagli Enti pubblici''.