

VETRALLA - La Regione Lazio ritiri la delibera 610/26 che demolisce la sanità sul nostro territorio.
Sosteniamo il Comitato per il diritto alla salute e appoggiamo le richieste di medici e cittadini che chiedono più servizi, più prossimità e meno burocrazia.
L’esito del consiglio comunale straordinario e aperto del 31 ottobre non ha dissipato le preoccupazioni emerse durante l’assemblea cittadina del giorno precedente.
Al contrario, è apparso evidente che Vetralla continuerà a soffrire una grave carenza di medici di famiglia.
Le soluzioni prospettate dalla ASL, dall’arrivo di un medico a gettone e a tempo determinato, all’aumento del numero massimo di assistiti per i medici già in servizio, da 1500 a 1800 mutuati, non affrontano il problema strutturale e si traducono in un’assistenza più frettolosa e meno attenta ai bisogni delle persone. La sanità pubblica non può essere valutata esclusivamente sulla base di parametri economici, pena le multe.
Per questo guardiamo con molta preoccupazione a un modello sanitario sempre più orientato verso la privatizzazione.
Questa situazione è causata dalla delibera regionale 610/26 adottata del Governatore Rocca.
Il centro destra vetrallese, a partire dal Sindaco Aquilani e dal consigliere Zelli, si facciano promotori verso la Regione Lazio per il ritiro del provvedimento, che obbliga i medici di famiglia a un’organizzazione del lavoro incompatibile con lo svolgimento al meglio della loro professione, impegnandoli per diverse ore nella struttura delle Capannacce.
E’ nell’interesse di tutti i cittadini vetrallesi e non solo, altrimenti sono chiacchiere al vento. Il consigliere Zelli faccia valere le giuste motivazioni della popolazione vetrallese.
SI-AVS chiede all’Amministrazione comunale di costituire un tavolo di confronto permanente tra Istituzioni, professionisti e cittadini, come emerso nel documento conclusivo dell’assemblea cittadina del 30 ottobre. E’ il primo passo per una battaglia che interessa la qualità della vita nel nostro Comune.

SI-AVS Vetralla