

BASSANO ROMANO - A Bassano Romano l’acqua è ormai un bene prezioso e sempre più raro. Da settimane il paese è costretto a fare i conti con gravi limitazioni nella distribuzione idrica, a causa del progressivo esaurimento del pozzo di Montecastello, la principale fonte di approvvigionamento del territorio.
Talete, la società che gestisce il servizio, ha disposto una nuova fascia di interruzioni giornaliere: i rubinetti resteranno a secco ogni giorno dalle 14:00 alle 18:00 e poi ancora dalle 22:00 alle 7:00 del mattino. Una situazione che, secondo le previsioni, potrebbe protrarsi per tutta l’estate.

Le autobotti non bastano: serbatoi insufficienti e disagi crescenti
Nonostante l’intervento delle autobotti per alimentare temporaneamente i serbatoi comunali, il supporto non è sufficiente a garantire una distribuzione continua e regolare. I residenti lamentano gravi problemi nella vita quotidiana: dall’impossibilità di lavarsi e cucinare, fino alle difficoltà igieniche in casa e nei luoghi di lavoro. La preoccupazione è che i disagi possano acuirsi con l’aumento delle temperature.
Un nuovo pozzo non arriverà prima di un anno
Come possibile soluzione strutturale, si torna a parlare della realizzazione di un nuovo pozzo, ma i tempi tecnici stimati superano l’anno. Una risposta importante, ma inutile per fronteggiare l’emergenza attuale, che rischia di lasciare centinaia di famiglie in difficoltà per mesi.
Proteste in piazza e polemiche contro il Comune
La frustrazione dei cittadini ha raggiunto il culmine: per il prossimo 5 luglio è stata annunciata una manifestazione pubblica davanti alla sede comunale. I promotori dell’iniziativa puntano il dito contro l’amministrazione e Talete, accusate di scarsa trasparenza, lentezza nei lavori e assenza di una strategia efficace per prevenire il disastro.
I giardini pubblici irrigati alimentano la polemica
A infiammare ulteriormente gli animi è la segnalazione, circolata sui social tramite la pagina “Bassano Partecipa”, della presenza di impianti di irrigazione comunali ancora attivi. Una scelta che molti cittadini giudicano incoerente e offensiva, mentre a loro viene chiesto di limitare drasticamente l’uso dell’acqua.