ANNO 16 n° 298
Elezioni Provinciali: Frontini e Ciambella saranno decisive nello scontro FdI – PD
La composizione del nuovo consiglio provinciale sarà frutto di alleanze più o meno strategiche

VITERBO – Il 17 Marzo, 748 tra sindaci e consiglieri, saranno chiamati ad eleggere il nuovo consiglio provinciale. Rispetto ad una elezione di primo livello, in cui i rappresentanti amministrativi vengono eletti dalla popolazione, in questo caso, per via del “Decreto Delrio”, saranno gli organi consiliari dei 60 comuni della provincia di Viterbo ad andare alle urne. Quando il popolo è chiamato a votare spesso si respira un'aria di incertezza fatta di sondaggi e report, per le Provinciali 2024, invece, è più semplice delineare numeri e risultati.

La situazione è alquanto ingarbugliata. Ai nastri di partenza non esiste una maggioranza ben tracciata. Il motivo risiede nella legge elettorale che regola il valore dei voti. In base alla popolazione dei vari comuni, cambierà anche il peso della singola scelta del consigliere o sindaco. Più il comune è piccolo meno vale il voto, per un totale di 5 livelli di valore, che partono dai municipi con massimo 3000 abitanti, arrivando al quinto livello dei comuni più popolosi, in cui rientra solo Viterbo.

Proprio per questo regolamento elettorale, nonostante in provincia siano più numerose le giunte comunali di centro destra, non è detto che l'orientamento politico si rispecchierà nella composizione del consiglio provinciale. Ad essere cruciale sarà il voto dei consiglieri viterbesi, nello specifico quello della maggioranza di Chiara Frontini. Viterbo 2020 ha presentato una lista di candidati in unione con Italia Viva. Dovrebbero essere 3 gli eletti dallo schieramento, e nel caso che confluiscano in una alleanza Partito Democratico – Forza Italia, avvenimento molto probabile di cui ne abbiamo parlato in diversi articoli, si potrebbe realizzare la maggioranza firmata Romoli – Panunzi – Frontini. La partita si giocherà sul totale di consiglieri eletti in questa coalizione. Nel migliore dei casi, con 3 eletti dalla lista di Frontini – Italia Viva, 3 dalle file dei Dem e 1 da Forza Italia, avrebbero le carte in regola per governare.

Attenzione però ai numeri di Fratelli d'Italia. Nel caso in cui dovessero riuscire ad arrivare a 4 eletti, in alleanza con almeno un seggio della Lega e un altro della lista Rocca di Ciambella, scaturirebbe la metà del consiglio provinciale, composto in totale da 12 consiglieri.

Saranno elezioni che si districheranno su piccoli numeri. La maggioranza che si insedierà a Palazzo Gentili sarà decisa sicuramente da un unico consigliere. Il grande rischio è che un consiglio provinciale con una maggioranza debole, frutto di diverse alleanze “circostanziali”, non sarà in grado di lavorare a pieno regime.




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