ANNO 16 n° 267
Efficienza energetica, Amici della Terra: “Serve una nuova rotta europea oltre il Green Deal”
L’associazione denuncia i limiti delle politiche UE e chiede una strategia realistica

La XVII Conferenza nazionale sull’efficienza energetica degli Amici della Terra si è aperta con una richiesta netta: ripensare radicalmente le politiche europee sul clima e sull’energia. «L’analisi dei dati e dei risultati raggiunti dimostra ormai con chiarezza che il percorso dell’European Green Deal è inefficace e contraddittorio» afferma la presidente dell’associazione, Monica Tommasi, richiamando anche “una consapevolezza sempre più diffusa”, testimoniata dalle recenti dichiarazioni del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Secondo gli Amici della Terra, i correttivi approvati dal Consiglio UE dei ministri dell’Ambiente lo scorso 4 novembre – in vista della COP 30 – si limitano a diluire impegni già disattesi, senza affrontare le contraddizioni strutturali dell’impianto europeo. Il mantenimento dell’obiettivo di riduzione delle emissioni del 90% al 2040 non sarebbe accompagnato da una strategia capace di massimizzare i risultati realizzabili nel processo di decarbonizzazione.

L’associazione rimarca inoltre che la pretesa leadership europea sul clima, alla base del Green Deal, non ha prodotto gli effetti sperati. Le riduzioni di consumi ed emissioni registrate in Europa sono state accompagnate da una progressiva deindustrializzazione e delocalizzazione delle attività produttive, con ricadute globali negative: dal 1990 al 2024, le emissioni mondiali di gas serra sono aumentate del 65% e i consumi energetici del 70%, mentre le fonti fossili coprono ancora l’81% del fabbisogno globale.

Una nuova impostazione per le politiche UE

Nel Rapporto “Obiettivi e realtà delle politiche climatiche”, gli Amici della Terra propongono di superare definitivamente l’impostazione del Green Deal, giudicata ideologica e condizionata dalle dinamiche geopolitiche cinesi. La nuova direzione dovrebbe fondarsi su:

  • neutralità tecnologica, senza imposizioni su specifiche tecnologie;

  • obiettivi realistici e coerenti con i dati disponibili;

  • priorità all’efficienza energetica;

  • valorizzazione di strumenti come pompe di calore, teleriscaldamento, recupero energetico dei rifiuti e biocarburanti;

  • integrazione con le filiere industriali italiane ed europee.

Tommasi sottolinea infine la necessità di «interrompere nuovi incentivi alle rinnovabili elettriche finanziati con gli oneri di sistema», per ridurre il costo dell’elettricità, considerato uno dei fattori principali del fallimento delle politiche di elettrificazione forzata dei consumi.

Il ruolo dell’Italia

Secondo l’associazione, l’Italia può assumere il ruolo di Paese guida nella revisione delle politiche energetiche europee. Per farlo, il Governo deve compiere un “salto di qualità”: superare interventi sporadici e definire una proposta organica con una chiara prospettiva europea, capace di orientare la transizione energetica su basi più pragmatiche.

I lavori della Conferenza

La Conferenza prosegue domani con sessioni dedicate a materie prime critiche, teleriscaldamento e recupero energetico nella gestione dei rifiuti. Tra i relatori:
Giuseppe Zollino, Giovanni Brussato, Chicco Testa, Marta Bucci, Alessandro Cecchi, Andrea Canetti, Matteo Cimenti, Gaetano Mazzitelli, Stefania Timperi, Emanuela Trentin, Vittorio Vay, Carlo Ciccioli, Giorgio Gori, Luca Squeri, Francesca Mariotti, Gennaro Niglio, Claudio Palmieri, Biagio Cafarelli, Luca Mariotto, Laura Cutaia, Francesco Ricciardi, Giuseppe Pastorino, Ilaria Bertini, Giuseppe Lorubio, Gianluca Marcotullio, Alberto Montanini, Angelica Agosta, Enrico Bonacci, Massimo Milani, Vinicio Peluffo, Enrico Cappelletti ed Erica Mazzetti.




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