ANNO 16 n° 275
Edilizia, 20mila operai
in meno dal 2009
Ance: Chiuse 2.800 imprese;
pa in debito di un miliardo''

VITERBO - I costruttori del Lazio lanciano il grido d'allarme. ''Dal 2009 ad oggi l'edilizia laziale, che viene monitorata dal sistema delle Casse Edili, ha registrato un calo di 20.000 operai e di 2.800 imprese, con una diminuzione rispettivamente del 27,5% e del 18,8%. Inoltre i crediti che le imprese edili vantano nei confronti delle diverse committenze pubbliche nel Lazio sono ormai prossimi al miliardo di euro, una cifra abnorme''. A dichiararlo è l’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) Lazio e le cinque provinciali Acer, Ance Frosinone, Ance Latina, Ance Rieti, Ance Viterbo che illustrano i numeri della crisi.

''In tre anni più di un quarto degli operai è rimasto inoccupato e quasi un quinto delle imprese è scomparso, con una flessione di 12.000 ore lavorate (-30%). Non solo, tra gennaio e settembre del 2012 le ore di cassa integrazione autorizzate nella regione per il solo settore delle costruzioni sono salite del 42,2% rispetto allo stesso periodo del 2011 - spiega il presidente dell'Acer (Associazione costruttori edili di Roma e Provincia) Eugenio Batelli -. Un valore che si colloca al di sopra della media della crescita della cassa integrazione che riguarda tutti i settori economici, che si è fermata al 27,5%. Se le cose non cambieranno rischiamo che il 2013 sia anche peggiore del 2012: centinaia di imprese non ce la faranno a riprendere l'attività dopo la pausa natalizia, con la conseguente messa in mobilità di migliaia di operai''.

Oltre al calo di attività ''a mettere in ginocchio l'industria edilizia regionale è soprattutto il ritardo nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione - spiegano dalle associazioni -. Troppe imprese sono ormai in ginocchio a causa dei ritardati pagamenti della pa e dell'impossibilità di ottenere credito dalle banche. I crediti che le imprese edili vantano nei confronti delle diverse committenze pubbliche nel Lazio sono ormai prossimi al miliardo di euro. Si tratta di una cifra abnorme. Se pagate le imprese disporrebbero di risorse importanti da reinvestire''.

Il presidente di Ance Lazio Stefano Petrucci ha fatto esplicito riferimento al caso dell'Astral: ''Siamo rimasti attoniti di fronte alla notizia che l'Astral, che da anni non paga i lavori eseguiti dalle nostre imprese, avendo accumulato debiti per oltre 50 milioni, abbia come se nulla fosse avviato una procedura per ricevere offerte per opere per 2 milioni. E' l'ennesima cattiva pratica di 'illudere' le imprese con lavori che non verranno pagati o liquidati dopo anni dalla loro realizzazione. Un sistema inaccettabile''.




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