ANNO 16 n° 300
Foto precedente
Ecosistema Urbano 2026, Viterbo al 79° posto in Italia: bene acqua e rifiuti, ma il verde urbano resta una criticità
La Tuscia si colloca nella parte bassa della classifica nazionale di Legambiente: il capoluogo è penultimo nel Lazio per raccolta, ma registra la dispersione idrica più contenuta tra le cinque città laziali

VITERBO - Viterbo si piazza al 79° posto su 106 capoluoghi italiani nell’edizione 2026 di Ecosistema Urbano, il rapporto annuale di Legambiente e Ambiente Italia realizzato in collaborazione con Il Sole 24 Ore, che misura le performance ambientali delle città italiane. Un risultato che colloca il capoluogo della Tuscia nella parte bassa della graduatoria nazionale, pur con alcuni dati positivi, soprattutto sul fronte della gestione delle risorse idriche e della produzione di rifiuti.

La classifica fotografa una situazione complessivamente difficile per il Lazio: Roma è al 67° posto, Rieti all’80°, Frosinone all’88° e Latina al 98°, tra gli ultimi capoluoghi italiani. Viterbo, dunque, si trova davanti a Rieti, Frosinone e Latina, ma resta lontana dalle posizioni di vertice.

Acqua, Viterbo registra la dispersione più bassa nel Lazio

Tra gli indicatori che riguardano direttamente il territorio viterbese emerge il dato sulla dispersione idrica. Secondo il rapporto, a Viterbo si perde il 19,2% dell’acqua immessa nella rete, una percentuale nettamente inferiore a quella degli altri capoluoghi laziali: Roma si attesta al 27,8%, Frosinone al 41,4%, Rieti al 60,6% e Latina al 68,6%.

Il dato del capoluogo della Tuscia è quindi il migliore tra le cinque città della regione. All’estremo opposto si trova la provincia pontina, dove quasi sette decimi dell’acqua immessa nella rete non arrivano a essere contabilizzati come consumi, una criticità che, sottolinea Legambiente, si protrae da anni.

Per quanto riguarda i consumi idrici domestici, Viterbo registra 118 litri per abitante al giorno, un valore inferiore a quello di Roma, pari a 178 litri, e di Frosinone, che raggiunge 146 litri. Rieti si attesta a 144 litri, mentre Latina registra 117 litri.

Rifiuti, produzione contenuta ma raccolta differenziata da migliorare

Un altro elemento favorevole per Viterbo riguarda la produzione di rifiuti urbani: con 426 chilogrammi per abitante all’anno, il capoluogo registra il valore più basso tra le cinque città laziali considerate. Roma è invece quella con la produzione pro capite più elevata, pari a 613 chilogrammi, seguita da Rieti con 515, Frosinone con 512 e Latina con 504.

Più articolato il quadro della raccolta differenziata. Viterbo raggiunge il 54,9%, un risultato superiore a quello di Roma, ferma al 48,8%, e di Latina, al 51,4%, ma inferiore a Rieti, che arriva al 55%, e soprattutto a Frosinone, prima nel Lazio con il 67,5%.

Verde urbano e qualità dell’aria, luci e ombre

Tra le criticità che emergono per Viterbo c’è la disponibilità di verde accessibile in area urbana: il rapporto indica 5,7 metri quadrati per abitante, il dato più basso tra i cinque capoluoghi laziali. Rieti raggiunge 18,7 metri quadrati, Roma 16,9, Frosinone 12,8 e Latina 10,9.

Sul fronte della qualità dell’aria, Viterbo presenta alcuni valori relativamente contenuti. La concentrazione media annua di biossido di azoto (NO₂) è pari a 12 microgrammi per metro cubo, il dato più basso tra le città laziali riportate. Anche per le polveri sottili PM10 il capoluogo registra il valore più basso della regione, con una media annua di 17 microgrammi per metro cubo. Per il PM2,5 il valore è di 9 microgrammi per metro cubo, in linea con Rieti e inferiore a quello delle altre tre città. Il dato relativo ai giorni di superamento della soglia dell’ozono risulta invece non disponibile.

Mobilità, troppe auto anche nella Tuscia

La mobilità rappresenta una delle questioni più problematiche a livello regionale. Viterbo conta 79 automobili ogni 100 abitanti, un tasso elevato e superiore alla media europea indicata da Legambiente, pari a 58. Il dato è peggiore di quello di Roma, che registra 69 auto ogni 100 abitanti, ma migliore rispetto a Frosinone, che con 85 auto ogni 100 abitanti è il capoluogo con il valore più alto d’Italia. Rieti si attesta a 77 e Latina a 75.

Anche il trasporto pubblico evidenzia margini di miglioramento: a Viterbo si registrano 14 viaggi per abitante all’anno, contro i 42 di Rieti e i 300 di Roma. La percorrenza del servizio pubblico è pari a 12 vetture-chilometro per abitante all’anno, il valore più basso tra i capoluoghi laziali riportati. Per le piste ciclabili, il rapporto indica 2,5 metri quadrati ogni 100 abitanti, mentre le aree pedonalizzate raggiungono 19,6 metri quadrati ogni 100 abitanti. La superficie delle zone a traffico limitato è pari a 23,4 metri quadrati ogni 100 abitanti.

Sul fronte del verde, Viterbo conta 11 alberi ogni 100 abitanti nelle aree di proprietà pubblica. Per la produzione pubblica di energia rinnovabile, invece, il capoluogo registra 7,15 kW installati su edifici pubblici ogni mille abitanti, il valore più alto tra le cinque città laziali prese in esame.

Il quadro regionale e l’allarme di Legambiente

Nel complesso, il rapporto evidenzia performance ambientali ancora deboli per tutti i capoluoghi del Lazio. Roma mantiene una posizione sostanzialmente stabile, al 67° posto rispetto al 65° della precedente edizione citata nel rapporto, e migliora la raccolta differenziata, passata dal 46,5% al 48,8%. La crescita del numero di automobili rispetto alla popolazione resta però un problema.

Frosinone, pur migliorando la propria posizione generale rispetto al rapporto precedente, si distingue negativamente per il tasso di motorizzazione. Latina, invece, scivola al 98° posto, mentre Rieti perde terreno e Viterbo guadagna alcune posizioni, passando dall’83° al 79° posto.

«I numeri di Ecosistema Urbano raccontano performance ambientali basse per tutti i capoluoghi del Lazio», commenta Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio e responsabile nazionale mobilità dell’associazione. Scacchi sottolinea i progressi di Roma nella raccolta differenziata, ma richiama la necessità di accelerare le politiche di mobilità sostenibile, potenziando il trasporto pubblico, le tramvie, le metropolitane, le piste ciclabili e le aree pedonali.

L’associazione evidenzia inoltre la necessità di ridurre l’inquinamento atmosferico e di intervenire sulle perdite delle reti idriche, con particolare riferimento alla provincia di Latina. Per la Tuscia, i dati restituiscono quindi un quadro fatto di risultati incoraggianti nella gestione dell’acqua, nella produzione di rifiuti e in alcuni parametri della qualità dell’aria, ma anche di criticità significative sul fronte del verde urbano e della dipendenza dall’automobile.




Facebook Twitter Rss