

di Domenico Savino
VITERBO – E’ stato uno degli ultimi incontri pubblici prima del ballottaggio. Giulio Marini (candidato sindaco per il centrodestra) e Leonardo Michelini (candidato sindaco per il centrosinistra) sono stati ospiti della Camera di Commercio di Viterbo per un lungo confronto sulle idee in campo economico da mettere in pratica da qui a pochi giorni quando le urne avranno dato il responso finale per la conquista di Palazzo dei Priori. Sono intervenute tutte le rappresentanze economico imprenditoriali della città, le associazioni, i sindacati in rappresentanza dei lavoratori. Si è parlato di centro storico, di città termale e di lavoro.
E i due candidati sono stati adeguatamente solleticati dalle domande incalzanti che provenivano dalla platea. Il concetto più volte ribadito è stato quello di andare oltre i programmi e di parlare di fatti e di situazioni concrete da porre in essere. Tema ribadito dal padrone di casa Ferindo Palombella che ha chiesto a Marini e a Michelini ''disponibilità fattiva'' segno che la particolare congiuntura economico – sociale impone di essere chiari e andare al nocciolo delle questioni.
Serve più praticità di intervento per incidere sulla quotidianità che vivono gli imprenditori, gli operatori commerciali e superare la fase di stallo e conceder linfa nuova alla città di Viterbo. In sequenza gli interventi sono stati quelli di Confagricoltura, Coldiretti, Ascom, Confartigianato, Cna, Unindstria, Lega Consumatori e sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Ugl).
Marini è sempre partito dall’esperienza che sta concludendo come primo cittadino ''Cinque anni lunghi e difficili in cui è stata effettuata la scelta di cambiare metodo riguardo la gestione delle società partecipate e con riferimento al Cev siamo anche riusciti a salvare i posti di lavoro'' per poi virare sui fondi europei del progetto Plus: ''Per la prima volta a Viterbo sono arrivati così tanti milioni di euro ed è un’occasione che non possiamo lasciarci sfuggire. Per far questo serve una visione progettuale cha faccia diventare Viterbo un grande centro di attrazione turistica attraverso la riqualificazione del centro storico che può essere possibile solo con la gestione dei 13 milioni di euro del Plus''.
Michelini risponde con la sua visione: ''Il sindaco non deve dare solo domande all’interno, ma soprattutto all’esterno, un sindaco deve essere senza confini, deve essere punto di riferimento per la città e per la provincia costruendo un proficuo rapporto con Roma con cui non deve esistere sudditanza. Viterbo è la città delle occasioni perse se penso al Poggino o a Tuscia Expò. E’ vero che il sindaco non può legiferare ma può fare molto di più''.
Quindi si è parlato di centro storico. Per Marini ''tutto parte da un nuovo piano di viabilità della città che consenta una maggiore possibilità di attrazione. E’ stato avviato un piano di investimenti infrastrutturali che ne cambieranno il volto, l’appalto la pubblica illuminazione. Il nostro centro storico è un centro commerciale naturale e i commercianti si devono impegnare per una rinnovata unità d’intenti''.
Michelini dal canto suo: ''Il centro storico deve rivivere con le persone che ci abitano, con gli artigiani che ci lavorano. Va migliorato per poi lasciarlo alle nuove generazioni. Un sindaco deve essere protagonista riaprendo il dialogo con le banche che possano fornire nuove linee di credito''. La conclusione ai sindacati dei lavoratori che hanno posto l’attenzione sulla città termale ''tre progetti stanno per essere approvati – dice Marini – ex oasi, Itet e complesso Paliano che forniranno risposte concrete per l’occupazione''. L’ex presidente della Coldiretti parla del lavoro come “una grande emergenza al pari dell’arsenico e sulle terme Inps c’è un impegno concreto da parte di Zingaretti”.