ANNO 16 n° 274
Ecco a voi la scoperta dell'acqua calda
Una gita a Montepulciano per capire cosa si dovrebbe fare a Viterbo

VITERBO - Oggi vi propongo il racconto della scoperta dell’acqua calda. O, se preferite, quello dell’uovo di Colombo. Un racconto che prende le mosse da una gitarella familiare fuori porta (la giornata soleggiata e tiepida favoriva il desiderio di camminare) avvenuta il giorno di Capodanno in quel di Montepulciano, ridente (o amena?) cittadina toscana situata in provincia di Siena, a soli 102 chilometri da Viterbo.

Ora, a parte la batosta per il parcheggio orario dell’auto (un euro e 30 l’ora, una vera rapina) e l’infinita salita per giungere alla piazza principale del paese, chiamata piazza Grande (che non è quella di Lucio Dalla), dove sono situati la stupenda cattedrale e l’altrettanto meraviglioso palazzo comunale, al turista viterbese abituato a discutere nella propria città di bellezze architettoniche naturali, turismo e sviluppo economico, è apparsa una realtà totalmente diversa dalla propria, quasi che – come per incanto – si fosse ritrovato su Marte.

Le differenze? E’ presto detto. 

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