

Melanzane, pomodori, arance, cavoli, carote, patate e insalata. Potrebbe apparire come la lista della spesa di una famiglia comune, ma in realtà si tratta dell’allestimento dell’edizione 2011 di “San Pellegrino in Fiore”. Chi è uscito di buonora per ammirare le decorazioni floreali è rimasto senz’altro deluso e ha declassato il sostantivo “in fiore”, con “in frutta e ortaggi”.
Per una spesa di circa 150mila euro, di cui 100 stanziati dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio, e agli altri 50mila euro messi a disposizione da altri enti tra cui Comune, Provincia e Camera di Commercio, ci si poteva e doveva aspettare di più. Molto di più. Anche perché quella inaugurata oggi è la prima edizione gestita da Palazzo dei Priori e assegnata a un pool di “esperti”. In estrema sintesi, San Pellegrino 2011 si caratterizza per pochi chiari e molti scuri.
I chiari: bellissimo l’allestimento di piazza del Comune, una distesa verde con delle macchie gialle di ginestre e una fila di alberi di azalee rosa che incorniciano il giardino interno di palazzo dei Priori. Bello il giardino segreto delle rose a piazza del Gesù, dove sono state disposte delle teche con all’interno varie specie del fiore.
Gli scuri: quando da piazza del Gesù ci si addentra nel quartiere medievale di San Pellegrino, dove è stato allestito l’orto delle delizie, salta subito all’occhio la “povertà” dell’allestimento, a cominciare dai pochissimi fiori. Lungo via San Pellegrino gli unici addobbi floreali che si possono ammirare sono quelli posti dai negozianti fuori dagli esercizi commerciali. Piazza San Pellegrino, il cui colpo d’occhio, uno dei più suggestivi d’Italia, è stato oscurato da un boschetto di canne che dovrebbero simulare un’antica coltivazione di canapa o di lino. In particolare è stata completamente oscuratala fuga di archi.
Molta delusione anche per piazza San Lorenzo, dove il tanto atteso labirinto medievale, si è rivelato un semplicissimo prato disposto in strisce. Per non parlare de “la pergola di verzura”, bellissima se non fosse per i fiori finti che arricchiscono un gelsomino spoglio.
Un’edizione, quella inaugurata dal sindaco di Viterbo Giulio Marini, il presidente della Provincia Marcello Meroi, il presidente della Camera di Commercio Ferindo Palombella e dal sottosegretario ai beni Culturali Francesco Giro, senz’altro innovativa e moderna, ma forse troppo spoglia per i nostalgici abituati ai tanti colori delle edizioni passate.