

VITERBO - Puntuale come ogni 25 marzo Viterbo ha dato il benvenuto alla tradizionale fiera dell’Annunziata. Un appuntamento immancabile, che affonda le sue radici – secondo la prima testimonianza scritta - alla metà del 1700, quando artigiani, ambulanti e agricoltori esponevano i loro prodotti fuori le mura, vicino alla chiesa di Santa Maria delle Fortezze.
E allora tutti per strada di buon mattino. Come ogni anno i viterbesi si sono riversati per le vie del centro storico in cerca di qualcosa da comprare. Nella tarda mattinata le vie in cui sono state allestite le bancarelle sono state prese d’assalto. Da Porta Romana a Porta Fiorentina, passando per piazza Fontana Grande, piazza del Comune, il Sacrario, via Marconi, piazza San Faustino, piazza della Rocca, piazza del Teatro e via Matteotti. Anche quest’anno, però, sia in piazza San Sisto che in via Cairoli nemmeno l’ombra degli ambulanti. Prese d’assalto, invece, le bancarelle della porchetta, evergreen di ogni fiera che si rispetti.
L’edizione 2014 della fiera ha visto sparire quasi completamente gli stand dei fiorai (si contavano sulle dita di una mano), mentre non sono mancate le bancarelle dedicate ai prodotti per la casa, abbigliamento e oggettistica. Pochi, pochissimi, gli stand dedicati ai prodotti tipici della Tuscia.