ANNO 16 n° 274
E' morto Pietro Mennea
re dei 200 metri
Primatista della distanza dal 1979 al 1996, era la ''Freccia del sud''

VITERBO - Da otto mesi lottava contro un tumore: non è riuscito a vincere la gara più importante della sua vita. E' morto stamattina in una clinica di Roma, all'età di 61 anni, Pietro Mennea, ex velocista azzurro, olimpionico e primatista mondiale dei 200 metri dal 1979 al 1996. Da tempo lottava con un male incurabile.

Appresa la notizia, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, è rientrato precipitosamente da Milano, dove si trovava per impegni di lavoro, e ha disposto l'allestimento della camera ardente per oggi pomeriggio, nella sede del Coni, a Roma.

Mennea aveva conquistato il record del mondo dei 200 metri alla Universiadi di Città del Messimco nel 1979 e ha detenutio il primato per diciassette anni. La soglia dei 19''70 sembrava irragiungibile, poi alle Olimpiadi di Atlanta arrivò la straordinaria prestazione di Michael Johnson che abbassò il limite ai Trials per Atlanta '96 (19'66, poi ritoccato nella finale dei Giochi a 19'32).

Nel 1980 a Mosca, ai Giochi Olimpici, Mennea vince l'oro, beffando per due centesimi Allan Wells. ''La Freccia del Sud'', questo il soprannome dato all'atleta italiano, torna dalla Russia anche col bronzo della 4X400 e nel 1981 annuncia il ritiro salvo poi tornare sui suoi passi. Per lui arrivano altre due medaglie mondiali (bronzo nei 200 e argento nella 4X100 a Helsinki '82) e un oro ai Giochi del Mediterraneo nei 200 mentre le successive partecipazioni olimpiche (Los Angeles '84 e Seul '88) gli riservano solo delusioni anche se in Corea del Sud si toglie la soddisfazione di fare da alfiere per l'Italia durante la cerimonia d'apertura.




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