ANNO 16 n° 273
…e c’è anche la giornata dell’uomo-bradipo
Oggi e' il giorno della lentezza

Massimiliano Morelli

Nel calendario delle giornate mondiali – avete notato? Ogni giorno l’almanacco ne propone una, della serie “venghino siori venghino” – oggi viene proposta quella della lentezza. Si, avete letto bene, oggi si celebra la Giornata mondiale della lentezza, utile per “soffermarci sul bisogno di fermarci” per un attimo o a lungo, per capire in che direzione stiamo andando e anche – così dicono - per ritrovare il sorriso. Dunque, oggi, la parola d’ordine è rallentare, prendersi una pausa, considerare e riconsiderare il ritmo della propria vita per non farsi travolgere dalla tristezza e dalla’ansia, nella vita privata, nel lavoro, nel tempo libero. Così scopriamo perfino che la giornata del “uomo-bradipo” arriva al suo settimo anno. E io, ingenuo, che pensavo di rammentare oggi il quarantesimo anniversario dell’attentato a papa Giovanni II, oppure i centoquattro anni dalla apparizione della Madonna di Fatima. Roba di un’altra epoca se è vero che oggi sentiamo il bisogno di rallentare le nostre attività per ventiquattro ore. Ma al rallentatore non siamo abituati a viverci, anzi, non possiamo viverci. E, senza scomodare Gabriele D’Annuzio, prendiamo in prestito quel “Chi si ferma è perduto” interpretato da Totò e Peppino De Filippo. La vita, ancora oggi, è quella raccontata dai due re della risata nel 1960. Per fortuna o purtroppo, decidete voi.




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