ANNO 16 n° 272
Due coppe in argento dorato tornano al Museo Archeologico dell'Agro Falisco
Grazie al progetto del MiC “100 opere tornano a casa”

CIVITA CASTELLANA - Due Coppe in argento dorato di inestimabile valore storico hanno fatto ritorno al Museo Archeologico dell’Agro Falisco nel Forte Sangallo di Civita Castellana, direttamente dal Museo Archeologico di Napoli, dopo oltre 200 anni. Ad accoglierle, il sindaco Luca Giampieri e Sara De Angelis, direttrice del Museo Archeologico dell’Agro Falisco.

 L'evento è stato reso possibile grazie al progetto del Ministero della Cultura “100 opere tornano a casa” che prevede, appunto, che i capolavori dell’arte, custoditi nei depositi di 14 tra i musei più importanti d'Italia, possano ritornare nei musei cittadini e ritrovare  visibilità nei territori di provenienza.

 Un viaggio di ritorno atteso con trepidazione nella città della ceramica che, grazie a questa iniziativa, vedrà arricchire il proprio museo archeologico con due opere di inestimabile valore.

 Ripercorriamone la storia: La deposizione di questo piccolo tesoretto deve essere avvenuta per l'appunto a Falerii Novi dopo il 241 a.C. Secondo recenti studi le coppe facevano probabilmente parte del bottino di una delle guerre asiatiche del II sec. a.C., verosimilmente realizzate nella città di Pergamo, in Asia Minore.

'E' il 1811 quando le coppe vengono rinvenute, insieme ad altri recipienti in argento, nel territorio dell'attuale Civita Castellana presso l’abitato di Falerii Novi  e in mancanza di una legge specifica, furono immesse sul mercato e subito acquistate dal Museo di Napoli che, attualmente, detiene una delle collezioni di argenteria più importante al mondo. Queste di Civita Castellana erano senza dubbio tra le opere più antiche', commenta con entusiasmo la direttrice del Museo.

Particolarmente soddisfatto anche il sindaco Luca Giampieri che dichiara:'E' un vanto essere riusciti a riportare a casa un'opera così importante e significativa per la nostra città, che andrà ad arricchire il nostro territorio da un punto di vista storico-artistico e che sarà sicuramente apprezzata dai tanti turisti che ogni anno visitano il Forte San Gallo”.

La concessione delle coppe in argento è avvenuta con prestito decennale rinnovabile e, in occasione di questo speciale 'ricongiungimento' con la sua terra di origine, verranno esposte all’interno del percorso museale nella sala dedicata a Falerii Novi.

 La conferenza stampa di presentazione si terrà presso il Museo Archeologico del Forte Sangallo il prossimo 11 Marzo alle ore 11.30. “In questa occasione – conclude la De Angelis – inviteremo anche l’Università La Sapienza e sarà l’occasione per parlare dei vari ritrovamenti che si sono susseguiti negli anni nel nostro territorio”.

Così come Civita Castellana anche il Comune di Oriolo Romano ha recentemente riabbracciato alcune importanti opere d’arte perse nel tempo: 'Le tre belle' del pittore Jacob Ferdinand Voet, provenienti dal Castello di Racconigi e la tela di Giovanni Baglione dal titolo 'Immacolata Concezione tra i santi Pietro e Paolo', in esposizione a Palazzo Altieri. Anche in questo caso il sindaco Emanuele Rallo si dice estremamente soddisfatto del risultato: “Sono contento di aver riportato a casa due opere così importanti per la nostra città, in modo particolare per la figura di Baglione che è il pittore di riferimento di casa Santacroce, fondatrice di Oriolo”.




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