ANNO 16 n° 275
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Drone in volo sul Vignale in cerca di antiche strutture sepolte
Nell'area di proprietą del Comune di Civita Castellana indagine archeologica dell'Universitą La Sapienza

Riceviamo e publbichiamo.

CIVITA CASTELLANA - Civita Castellana, la Falerii delle antiche genti falische, è stata oggetto di scavi e ricerche fin dal 1800. I risultati di quelle indagini, condotte per lo più nelle necropoli, costituiscono ancora oggi un patrimonio straordinario di conoscenze, fondamenta di tutti gli studi successivi

L’attualità porta ora ''in città'', grazie ad un progetto di ricerca attivo presso il dipartimento di Scienze dell’antichità (insegnamento di etruscologia e antichità italiche) della Sapienza università di Roma e coordinato da Maria Cristina Biella e Maria Anna de Lucia Brolli; al centro del progetto è l’area dell’odierno abitato di Civita Castellana, dove la Soprintendenza archeologica dell’Etruria meridionale ha condotto a più riprese, tra il 1992 e il 2010, indagini archeologiche in punti nevralgici dell’antica città. Lo studio dei materiali, in deposito nel Forte Sangallo, coinvolge, oltre ad una équipe di specialisti, anche giovani tirocinanti dei corsi di laurea in Archeologia dell’ateneo romano. La pubblicazione dei contesti analizzati è prevista nel bollettino di archeologia on-line – larivista scientifica del Mibact - con una programmazione annuale fino al 2027.

In questo progetto si inserisce anche la revisione di un settore strategico dell’insediamento antico, quello dell’altura di Vignale, dove si possono ancora ammirare, immersi nel verde, i resti di due monumentali cisterne, scavate alla fine dell’800 nell’area di uno dei più importanti santuari della città, sacro ad Apollo.

Affacciato sul Monte Soratte, il Vignale è ancora libero dalla miriade di costruzioni sorte in età moderna sul cosiddetto pianoro maggiore; è dunque un terreno ideale di ricerca, come dimostrano gli scavi ottocenteschi annotati da Raniero Mengarelli sul suo prezioso taccuino, e come confermano, a partire dagli Anni ’70 del ‘900, le ricognizioni, i rilievi e le prospezioni geofisiche, più di recente condotte dall’Accademia britannica a Roma.

E’ di questi giorni una campagna di ricerca nell’area di proprietà del Comune di Civita Castellana, autorizzata dalla Soprintendenza archeologica. Un gruppo di studenti della Sapienza Università di Roma, guidati da due responsabili sul campo e da un topografo, sono stati impegnati in un’attività di raccolta sistematica e di analisi preliminare dei frammenti portati in superficie dalle operazioni di aratura stagionale. I materiali rinvenuti suggeriscono l’ipotesi che l’area sia stata occupata almeno dall’Età del Ferro e, con continuità, sino al VII sec. a.C. mentre, al momento, appaiono decisamente meno numerosi i frammenti delle epoche successive, dall’età arcaica al medioevo.

Alla ricognizione sul campo si è affiancata un’innovativa modalità di lettura del sottosuolo, finalizzata all’individuazione di eventuali strutture sepolte, curata da Filippo Materazzi, archeologo che collabora con la società droinwork: sono stati effettuati voli diurni e notturni da drone con il fine di realizzare rilievi multispettrali e termici.

Le recenti attività svolte sul pianoro di Vignale aprono quindi nuove prospettive di ricerca che vanno dalla puntuale localizzazione di strutture abitative al loro rapporto con l’area sacra monumentale già nota.

Comune di Civita Castellana




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