

VITERBO - Un'operazione in grande stile: 100 uomini dell'Arma impegnati da stanotte per sgominare un'ampia rete di spaccio di sostanze stupefacenti che interessava soprattutto la Bassa Tuscia. È l'operazione ''Bomber'', condotta stanotte dai carabinieri del comando provinciale di Viterbo, nucleo investigativo, con l'ausilio delle stazioni locali e di unità cinofile, che ha portato all'esecuzione di due custodie cautelari in carcere per due cittadini albanesi, altre due ai domiciliari riservate a due residenti nella provincia di Viterbo, e ad altri tre arresti (anche loro viterbesi) in flagranza di reato scattati durante alcune delle trenta perquisizioni effettuate dai carabinieri. Decine di migliaia di euro al mese il volume affari del giro di droga: tutti gli arrestati avevano precedenti specifici, e per occultare la droga usavano sotterrarla in barattoli di vetro. Droga che, secondo un'ipotesi consolidata, arrivava dall'Albania.
L'attività dei carabinieri, coordinata dal pm dottor d'Arma e dal gip Pepe, è stata svelata nei dettagli questa mattina durante una conferenza stampa tenuta nell'ufficio del nuovo procuratore capo della Procura di Viterbo, dottor Paolo Auriemma, alla presenza del comandante dei carabinieri di Viterbo, colonnello Mauro Conte, e del comandante del nucleo investigativo di Viterbo, capitano Martufi.
''L'operazione 'Bomber' nasce dal nome con cui veniva indicato uno dei principali fornitori albanesi - spiega proprio Martufi, illustrando i dettagli dell'operazione -. Abbiamo scoperto e neutralizzato una rete di soggetti dediti allo spaccio, a seguito di un arresto di un viterbese con un importante quantitativo di droga destinata alla Tuscia avvenuto nel marzo 2015. grazie alle dichiarazioni dell'arrestato e a precisi riscontri investigativi, siamo risaliti alla rete che interessava la Bassa Tuscia, nei comuni di Blera, Nepi, Sutri, Fabrica e Monterosi, collegata a soggetti residenti a Campagnano, Mazzano e zone limitrofe''. Una rete fatta di complicità e accordi tra gli spacciatori, che usavano un linguaggio specifico per individuare i luoghi in cui avvenivano gli scambi. ''Durante l'attività investigativa abbiamo anche effettuato importanti sequestri e alcuni arresti in flagranza - aggiunge il capitano Martufi - e a seguito di ciò il gip Pepe ha emesso otto avvisi di garanzia. Stanotte abbiamo quindi eseguito gli arresti e le 30 perquisizioni a soggetti terzi indagati o coinvolti, effettuando discreti sequestro di hashish e coca. In questa occasione altri tre soggetti sono stati arrestati in flagranza oggi''.
''La rete scoperta era ampia - spiega il colonnello Conte - e anche in questo caso abbiamo operato fuori provincia, dato che la nostra attività ha investito l'area di Ostia e della città di Roma''. ''Si tratta di una delle tante operazioni condotte con i carabinieri di Viterbo - aggiunge il dottor D'Arma - i nostri rapporti nostri con l'Arma sono veramente quotidiani, con una frequentazione continua. I risultati alla lunga quando si opera così vengono''.
Proprio dei rapporti con le forze dell'ordine del territorio, con un focus specifico sui carabinieri, ha parlato il neo procuratore capo di Viterbo. ''Da quando sono qui ho trovato una struttura di fondo che esprime la volontà di un controllo attenti del territorio della Tuscia - dichiara Auriemma -. Monitorare l'intera situazione provinciale porta a questi frutti, queste non sono operazioni casuali ma la conseguenza di una buona organizzazione delle forze di polizia e dei carabinieri su territorio. Uno stimolo in più per noi per collaborare con gli uomini dell'Arma''.
''Oggi i risultati di questo riguardano il contrasto allo spaccio - aggiunge -presto spero avremo riscontri sui furti in diverse aree del Viterbese. C'è un monitoraggio costante e se si semina bene i frutti vengono: io spero di essere parte di questo meccanismo. Ringrazio i carabinieri e il colonnello Conte per il buon lavoro che ho trovato qui''.