ANNO 16 n° 272
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Dove andrà la bandiera arcobaleno?
Arena: “per leggi ministeriali non può essere esposta sul palazzo comunale, ma si potrebbe mettere nel cortile.' Erbetti: “anche l’Ambasciata Americana ha esposto la bandiera”

VITERBO – Nella mattina del 26 giugno è avvenuta un’azione dimostrativa per chiedere al Sindaco di Viterbo, Giovanni Maria Arena, l’esposizione della bandiera arcobaleno. Per leggi ministeriali, però, non può essere affiancata alle bandiere istituzionali e quindi non può essere esposta sul palazzo comunale, ma il Sindaco ha dato la possibilità di metterla all’interno dei giardini comunali, ben visibile ai cittadini e ai turisti.

“E’ stata rifiutata la richiesta di esporre la bandiera simbolo della parità dei diritti e della libertà sul palazzo comunale – spiega il Consigliere Massimo Erbetti, organizzatore dell’evento – e le motivazioni sono fuori luogo. La richiesta d’esposizione è stata protocollata il 13 Giugno, ma fino a giovedì non ho avuto nessuna risposta fino a quando i capigruppo e il presidente del consiglio, con una nota d’intervento, hanno detto che la bandiera non può essere esposta accanto alle altre bandiere istituzionale”

Infatti, come si legge dalla lettera del prefetto: “In esito alla richiesta di parere concernente l’oggetto, si informa che l’Ufficio del Cerimoniale di Stato e delle Onorificenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri, interessato dallo scrivente, ha precisato che le disposizioni in materia di esposizione delle bandiere e le regole generali di cerimoniale (DPCM 16 aprile 2008) delineano un quadro normativo nel quale risultano quotidianamente ammesse all’esterno e all’interno degli edifici pubblici istituzionali le sole bandiere istituzionali, nazionali e locali.

L’esposizione di altri vessilli. simboli, gonfaloni, insegne, drappi ecc., pur rimessa alla autonomia degli enti locali, pur avvenire nel rispetto del generale principio di “neutralità” delle sedi istituzionali stesse, ed esclusivamente in una collocazione fisica che non sia tale da attribuire, a vessilli di questo tipo, rango di bandiera ufficiale, che essi non hanno, in quanto ciò li equiparerebbe impropriamente alla bandiera nazionale, la cui dignità formale, indicata in via primaria dalla Costituzione, é preservata dalle norme.

La stessa Presidenza del Consiglio ha, inoltre, precisato che tutti i valori democratici espressi mirabilmente nella Costituzione sono già riassunti e simboleggiati dalla nostra bandiera nazionale.”

 “Anche il Parlamento Europeo e l’Ambasciata Americana hanno manifestato il supporto alla comunità LGBTQIA+ con l’esposizione della bandiera – continua Erbetti - tante realtà istituzionali hanno trovato il modo di esporla, oppure si sono illuminate con i colori della bandiera stessa.”

L’azione, o meglio la non azione di esporre la bandiera sul palazzo comunale, non vuole essere un atto contro la comunità LGBTQIA+, infatti Arena ha sottolineato “l’esposizione della bandiera ha un significato pienamente condivisibile, ma non rientra nei casi contemplati dal quadro normativo in materia.

La città di Viterbo è vicina alla comunità LGBTQIA+, condanna qualsiasi forma di razzismo ed è disponibile per individuare una forma diversa di solidarietà e vicinanza, che non sia quella dell'esposizione della bandiera sulla facciata di Palazzo dei Priori, proposta dal consigliere Erbetti, ma l’esposizione potrà avvenire all’interno del cortile di Piazza del Comune. Ho scritto un’e-mail ai 5Stelle, fornendo anche il mio numero di cellulare personale perché avrei aperto il Comune per far mettere la bandiera nel giardino, ma non ho avuto risposta. Oggi non è stata messa, ma se vogliono metterla lunedì non ci sono problemi.”

Presenti all’evento Rete studenti medi, USB Viterbo, L’associazione Kyanos contro la violenza di genere e contro ogni forma di discriminazione.




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