

VITERBO - È ormai una felice consuetudine quella del Touring Club di Viterbo di celebrare la ricorrenza dell’Addolorata con una «Settimana Barocca» nella chiesa di Santa Maria della Verità. Giunta alla quinta edizione, la manifestazione ha ancora una volta proposto un repertorio di particolare interesse, frutto anche della paziente attività di ricerca del direttore artistico Giorgio Bottiglioni, alla guida dell’associazione Le Triolè, partner dell’iniziativa.
I «dolci suoni» della Settimana Barocca, a conclusione delle vivaci celebrazioni parrocchiali, hanno trovato il loro momento culminante sabato 19 settembre con l’esecuzione di un inedito Stabat Mater per soprano, contralto, tenore, basso, archi e continuo di Giovanni Maria Clari (1677-1754). Si tratta di una composizione mai eseguita in epoca moderna, come ha spiegato lo stesso Bottiglioni, illustrando al pubblico le diverse fasi della ricerca e dello studio che hanno portato alla sua riscoperta.
Ad accompagnare le quattro voci è stata l’Orchestra Barocca di Roma «Furiosi Affetti», che ha aperto il concerto con l’Adagio molto dalla Sinfonia al Santo Sepolcro di Antonio Vivaldi. L’ensemble ha sostenuto le parti vocali con precisione e accurata intonazione.
Particolarmente fedele alla prassi esecutiva dell’epoca la scelta delle voci femminili, affidate al sopranista Francesco Divito e al contraltista Aurelio Schiavoni. Con loro il tenore Derlis Gonzalez e il basso Federico Benetti hanno dato vita a un quartetto vocale di notevole equilibrio.
Di particolare suggestione la partitura di Clari, caratterizzata da originali duetti e terzetti che si alternano ad arie e momenti corali, mettendo in evidenza una scrittura ricca di contrasti e raffinate soluzioni musicali.
A rendere ancora più particolare la serata è stata la stessa sede del concerto. «L’impossibilità di fruire dell’intera aula della chiesa – ha ricordato in apertura il console del Touring Club, Vincenzo Ceniti – per un “guasto” alle capriate del tetto si è rivelata una carta vincente». Il pubblico ha infatti potuto apprezzare uno spazio musicale di rara bellezza: la cappella Mazzatosta, affrescata nel XV secolo da Lorenzo da Viterbo.
Proprio all’interno della cappella è stato collocato l’organico musicale, separato dal pubblico da una quattrocentesca grata di grande suggestione. Un contesto raccolto e prezioso che ha contribuito a valorizzare ulteriormente l’esecuzione, creando una particolare sintonia tra architettura, arte e musica.
La quinta edizione della Settimana Barocca si è così conclusa nel segno della riscoperta e della valorizzazione del patrimonio musicale antico, riportando alla luce una pagina dimenticata di Giovanni Maria Clari e restituendola all’ascolto in uno degli angoli più preziosi della Viterbo storica.