

VITERBO - L’apertura del nuovo presidio doganale presso l'Interporto di Orte, prevista per gennaio 2027, rappresenta uno snodo strategico per la logistica del Centro Italia e per i flussi commerciali tra Lazio e Umbria. È quanto emerso nel tavolo di confronto del 9 giugno tra il direttore dell’Uadm Lazio 3, Raffaele Capuano, delle organizzazioni sindacali e della Rsu.
Per la Uil Fp l'hub di Orte è un’infrastruttura cruciale, capace di attrarre investimenti e generare un ricco indotto (trasporti, servizi, vigilanza). Tuttavia, lo sviluppo di questo polo non può avvenire a discapito delle strutture già esistenti e in forte affanno.
'Orte non è un presidio periferico, ma un investimento su cui costruire una presenza stabile', dichiarano Virgilio Tisba (Coordinatore regionale Uil Fp Dogane e Monopoli) e Diego Basile (Segretario generale Uil Fp Viterbo). 'Pensare di affrontare questa sfida sottraendo personale a uffici già in difficoltà significa non comprendere la portata del progetto'.
La Uil Fp non si oppone alla mobilità volontaria dei lavoratori, ma pone un vincolo tassativo: la sostituzione integrale.
'Il principio deve essere chiaro: uno entra e uno esce', ribadiscono Tisba e Basile. 'Gli uffici di Civitavecchia, Viterbo e Rieti, che hanno già assorbito le attività del settore Monopoli senza un solo lavoratore in più, non possono subire ulteriori tagli'.
Per garantire la sostenibilità del progetto, la Uil Fp chiede un intervento articolato su quattro punti:
Interpello regionale: apertura della mobilità a tutto il personale del Lazio, non solo a quello di Lazio 3.
Sostituzione integrale: turnover immediato (1:1) per ogni unità trasferita a Orte.
Piano di rafforzamento: potenziamento degli organici di Lazio 3 per la gestione ordinaria dei Monopoli.
Riconoscimento economico e professionale: premialità per il personale che ha garantito la continuità dei servizi durante l'ultima riorganizzazione.
'Sì alla crescita, sì a un presidio moderno a Orte, ma no all'impoverimento del territorio', concludono i sindacalisti. 'Non consentiremo che una scelta strategica si trasformi in un'operazione a saldo zero sulla pelle dei lavoratori. Su questo vigileremo con determinazione'.