ANNO 16 n° 272
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''Dobbiamo riprendere in mano il nostro destino''
''Pił Europa con Emma Bonino'', ok firme. Rossi: ''Occasione storica''

di Antimo Verde

VITERBO – 1.044 firme. ''Più Europa con Emma Bonino'', la lista civica a supporto di Nicola Zingaretti presidente della Regione Lazio centra il suo primo obiettivo, quello del numero di sottoscrizioni necessarie per presentarsi alle prossime elezioni regionali. Il 4 marzo farà parte anche lei dei giochi. Lo ha annunciato ieri sera Giacomo Barelli, portavoce di Viva Viterbo, durante la presentazione dei candidati viterbesi al teatro Caffeina.

Giacomo Barelli

Perché proprio con Zingaretti? ''La nostra è una scelta di libertà – spiega dal palco l'ex assessore –. Come diceva Pannella 'noi siamo pieni di buoni a nulla ma capaci di tutto' e lo abbiamo visto nei comuni e in Regione. È arrivato il momento che chi è capace di fare qualcosa lo metta a disposizione degli altri e del territorio. Non potevamo scegliere il populismo bieco di chi sbatte gli scarponi sul tavolo, e non è Nikita Kruscev, pensando di strumentalizzare quello che è successo ad Amatrice. La scelta di Nicola Zingaretti, pure con tutte le differenze che ci contraddistinguono, è una scelta di libertà: vogliamo appoggiare chi ha fatto qualcosa e ha dimostrato di saperlo fare bene. Zingaretti ha risanato i conti di chi in passato li ha lasciati distrutti. La nostra regione nel 2018 – afferma Barelli – non può essere quella dove ancora si parla di razza e del duce che ha fatto cose buone...  Non ci sono differenze tra destra e sinistra ma tra chi ha una visione del mondo e della democrazia e chi, invece, del populismo e della paura''.

Marco Gentili e Giacomo Barelli

La parola è passata poi ai candidati. Marco Gentili, 29 anni di Tarquinia, già consigliere comunale nella sua città e co-presidente dell'associazione Luca Coscioni: ''Ho tanto voglia di fare politica per i diritti politici e sociali – dice il ragazzo, costretto su una carrozzina a causa della sclerosi laterale amiotrofica –, per difendere la scienza contro ogni fondamentalismo e l'Europa contro il nazionalismo e il razzismo''. Elisabetta Mulas, estetologa e life coach di Vejano: ''Quando mi è stato chiesto di candidarmi con Filippo ho accettato perché, per deformazione professionale, mi piace arrivare all'obiettivo in maniera concreta. E lui di risultati ne ha portati a casa tanti''. Dominga Martines, avvocato, moglie di Giacomo Barelli e assessore al Comune di Vasanello: ''Sono abituata ad una politica del fare più del dire. Nel mio paesino, proprio perché credo nell'Europa, ho aperto uno sportello apposito. Non solo per intercettare i finanziamenti, fondamentali viste le poche risorse a disposizione, ma anche per far conoscere questa realtà ai nostri giovani. Un voto per questa lista è un voto di coraggio e fiducia''.

Dominga Martines

Ultimo, ma non per importanza – visto che è anche capolista –, il padrone di casa Filippo Rossi.

''Vi voglio raccontare una favola. C'era una volta, in una piccola città di provincia di 60mila abitanti, un sindaco incapace che ha autodenunciato la propria incapacità la notte in cui ha dichiarato che la politica non serve a nulla... La politica è l'arte di cambiare le città e di dargli un destino. Sono convinto che queste elezioni sono l'occasione giusta per cambiare il nostro territorio e per liberarci dai padrini e dalle sudditanze, politiche e psicologiche. Se la politica non scrive il futuro di una comunità è solo amministrazione, e per quella bastano i funzionari''.

Filippo Rossi

''Io – prosegue Rossi, in vena di togliersi i famosi sassolini dalle scarpe – metto la faccia in tutto quello che faccio. Filippo Rossi che sta chiedendo il voto ai viterbesi e agli abitanti della Tuscia è lo stesso che ha costruito Caffeina, il Christmas Village e che ha ristrutturato questo posto. Tutte queste cose sono costate una fatica enorme. È politica, nient'altro. Una  fondazione che inventa un festival, crea un evento che attira centinaia di migliaia di persone e riapre un teatro è una fondazione che cambia il destino di una città. Chiederemo il consenso anche per quello''.

''Organizzare eventi del genere senza aiuti ma in guerra con il Comune – sottolinea – è una cosa che non succederebbe in nessuna città del mondo. E di questo non mi lamento ma ne sono orgoglioso. In questi anni, in qualche modo, Caffeina ha sostituito la politica. Siamo più bravi degli altri e lo dimostriamo tutti i giorni: con le cose che abbiamo fatto, con la fatica, i rischi e gli errori. Chi non fa non sbaglia. La politica guarda se stessa, garantisce i propri posti e se ne frega. Noi non ce ne freghiamo, io non ci riesco''.

''Questa è un'occasione storica perché la nostra esperienza civica di Viva Viterbo, più quella Radicale, più quella di tanti altri che ci hanno aiutato può davvero cambiare Viterbo e tutta la provincia. Dobbiamo riprendere in mano il nostro destino. Si può fare se ci crediamo. Io – conclude il candidato consigliere regionale – ci credo''.

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