


VITERBO - Discarica di Monterazzano, respinto il ricorso presentato da Ecologia Viterbo: il Tar del Lazio dice no al progetto di sopraelevazione dell’invaso per una volumetria paria a 600mila metri cubi. La sentenza è stata pubblicata nei giorni scorsi.
La società proprietaria del sito si era rivolta alla giustizia amministrativa per chiedere l’annullamento della determina della Regione Lazio che a fronte della richiesta di ingrandimento avanzata nel 2017, aveva limitato la sopraelevazione della discarica a 275mila metri cubi, ''malgrado con precedente V.I.A G17464 21/12/2018 avesse (ad avviso di parte ricorrente) autorizzato per l’intera volumetria il progetto della sopraelevazione dell’invaso (…) imponendo ad Ecologia Viterbo il rispetto di determinate prescrizioni (non oggetto di contestazione)''. Nel ricorso Ecologia affermava, tra l’altro, che la decurtazione fosse motivata ''con riferimento alle prospettive del Pgr in itinere, e quindi allo stato privo di efficacia, circa gli scenari di fabbisogno, in cui si prospetta una auspicata diminuzione del fabbisogno di smaltimento a partire dal 2021, quantomeno illogica se si considera che l’Ato di Viterbo sopperisce anche ai bisogni del sub ambito di Roma, in cui come è noto manca un sito di smaltimento e certamente i siti di trattamento non sono sufficienti e non è dunque credibile dunque ipotizzare che il problema, compresa l’attivazione del sito, possa esser risolto nei prossimi due anni''.
Tra gli atti recenti che la società ha presentato a supporto della propria posizione anche l’ordinanza adottata dal governatore della Regione Zingaretti il primo aprile scorso con la quale è stato autorizzato il conferimento a Viterbo di tonnellate di rifiuti extra provenienti dalle altre province del Lazio ''per evitare l’interruzione di pubblico esercizio di gestione dei rifiuti''. Provvedimento poi esteso fino al 30 giugno.
Entrando nel merito, il Tar ha ritenuto infondate una serie di contestazione tecniche e normative sollevate da Ecologia, e ha respinto quelle restanti ''laddove tese a un inammissibile sindacato delle scelte discrezionali dell’amministrazione in materia di scelte inerenti alla gestione dei rifiuti nella fase transitoria precedente all’emanazione del Piano Rifiuti''.
Il Tar ha inoltre condannato ''parte ricorrente a rifondere alle amministrazioni resistenti complessivi 3.000 euro, da liquidarsi a favore della Regione Lazio in 2.000 euro, e a favore del Comune di Viterbo in 1.000 euro''.
Da ricordare che per quanto riguarda Monterazzano il 26 maggio è attesa un'altra sentenza del Tar, stavolta sul ricorso presentato dal Comune contro la Regione. Palazzo dei Priori contesta che la sopraelevazione pari a 275mila metri cubi sia stata autorizzata senza che dalle analisi sui valori di fondo ci fosse chiarezza su una possibile situazione di rischio per la falda acquifera.