ANNO 16 n° 276
Direttore museo civico, bloccata delibera per convenzione Comune-Unitus
Il segretario generale: ''Possibili rischi dal punto di vista giuslavoristico''. Ciambella (Pd): ''E' gią il secondo scivolone, intanto la struttura langue''

VITERBO - (sim.lup.) - Prima la delibera per affidarne la gestione a terzi, ritirata sotto il fuoco di fila dell'opposizione per dubbi di natura amministrativa. Ora la proposta di accordo con l’Università della Tuscia, bloccata in extremis dal segretario generale perché, ha spiegato la dottoressa Annalisa Puopolo in Consiglio, ''così come è scritta si potevano paventare vizi sotto il punto di vista giuslavoristico''. Per la seconda volta dal suo insediamento l’Amministrazione Arena è stata costretta a fare marcia indietro sul museo civico. Ed è polemica: ''Altro che rilancio – ha attaccato dai banchi dell’opposizione la capogruppo del Pd Luisa Ciambella - la struttura continua a non essere fruibile ed è esclusa da ogni circuito turistico''.

L’obiettivo è sempre lo stesso: arrivare dopo anni di ''sede vacante'' alla nomina di un direttore, requisito fondamentale per poter partecipare ai bandi regionali, e ottenere quei finanziamenti di cui il museo ha bisogno come l’aria per la manutenzione e l’organizzazione di eventi e iniziative culturali. Ma le soluzioni individuate fin qui dal centrodestra, per un motivo o un altro, si sono incagliate contro qualche ostacolo.

Il caso è esploso martedì intorno alla delibera preparata dal dirigente Luigi Celestini e portata in giunta nei giorni scorsi dall’assessore De Carolis. Messa da parte l’idea di affidarne a terzi la gestione, il Comune ha pensato di coinvolgere nell’operazione l’Università della Tuscia, in particolare il Dipartimento per l’innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali, assegnando all’ateneo il compito di individuare la persona giusta a cui assegnare il ruolo di direttore, più un curatore da affiancargli. Quando la delibera era praticamente pronta per essere approvata, il segretario generale ha fermato tutto: ''L’accordo di collaborazione – ha spiegato Puopolo - è assolutamente plausibile, ma mi ha lasciato perplessa. L’università assumerebbe la funzione di direzione museale, ma nel modo in cui era stilata la delibera non andava bene, si andava a individuare la direzione scientifica in una persona fisica, in un professore di ruolo, si potevano paventare vizi sotto il punto di vista giuslavoristico. Nei prossimi giorni chiederemo un incontro al direttore generale dell’Unitus per migliorare l’accordo''.

In attesa di ulteriori sviluppi, restano comunque dubbi di fondo: ''Come può l’Università svolgere la funzione di direzione del museo senza assegnarla a una persona specifica?'', ha chiesto Ciambella. ''E poi – ha aggiunto - che c’entra il Dibaf con il museo civico?''. Per quanto riguarda invece l’aspetto politico della vicenda, Ciambella ha detto: ''Da quanto ci ha spiegato il segretario generale, devo desumere che prima di portare la delibera in giunta non siano stati eseguiti tutti gli approfondimenti del caso. Un modo di fare che stride con l’atteggiamento del buon padre di famiglia applicato all’amministrazione della cosa pubblica, a cui il sindaco afferma spesso di ispirarsi. A maggio dell’anno scorso questa amministrazione revocò il bando per direttore che la precedente amministrazione aveva finanziato e portato avanti. A più di un anno siamo ancora al carissimo amico'', per dire che in sostanza è ancora tutto fermo.

Arena ha cercato di ridimensionare i fatti: ''La nostra intenzione era instaurare una forma di consulenza con l’Unitus, in senso lato. Senza andare a precisare ruoli. Il segretario ha semplicemente voluto approfondire le norme per vedere come è possibile deliberare in maniera più corretta''.




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