ANNO 16 n° 273
Daniele Camilli
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Direttore L'Opinione
chiama i carabinieri
per cacciare giornalisti
Stampa Romana:''Comportamento illegale e antisindacale''

Cacciati dalla redazione del giornale per cui lavorano da anni dal neo direttore che, vista la fermezza di questi poveracci (termine usato in chiave solidale) a non voler abbandonare gli uffici, ha pure chiesto l’intervento dei carabinieri. (Manco fossero serial killer o spie del Kgb, ma tant’è).

La storia, che ha dell’inverosimile e che pare uscita da una commediola americana da quattro soldi, è accaduta davvero. (Purtroppo. Purtroppo per il giornalismo).

A renderla nota è stata l’Associazione Stampa Romana che, ieri pomeriggio, ha divulgato una nota in cui esprime solidarietà ai colleghi. E non solo.

“Cacciati dal posto di lavoro – si legge nel comunicato - e poi accusati di voler ostacolare l’uscita del giornale. È quanto successo ieri pomeriggio (20 settembre) a tre giornalisti del quotidiano l’Opinione di Viterbo e Alto Lazio – Daniele Camilli (fiduciario della testata), Roberto Pomi e Luca Appia – attaccati e “cacciati” da Viviana Tartaglini, direttore della testata e presidente della Cooperativa Editoriale Giornalisti e Poligrafici di cui i tre fanno parte. Quando uno di loro – insultato dalla Tartaglini – ha evidenziato la palese illogicità delle affermazioni e della situazione, il direttore ha reagito chiamando anche i Carabinieri”.

Questo perché “il giornalista – aggiunge Stampa Romana nella nota - continuava a far presente che nessuno aveva intenzione di abbandonare il posto di lavoro, rivendicando sia l’applicazione dei contratti in essere, sia il fatto di essere soci della cooperativa che fra l’altro ha sede nel luogo stesso da cui sono stati buttati fuori”.

Ma non solo, “lo stesso giornalista poco prima – in presenza degli altri due – si era visto strappare davanti agli occhi dal presidente e direttore Tartaglini pure l’assegno – successivamente l’intero libretto – che sarebbe dovuto essergli destinato per il pagamento dello stipendio di agosto”.

In questo contesto va detto che “i tre giornalisti, assieme ad altri colleghi, avevano avviato nelle scorse settimane un’azione sindacale tramite Stampa Romana chiedendo trasparenza all’interno della cooperativa e rifiutando la proposta di associazione in partecipazione della stessa con la società Alto Lazio News, editrice de l’Opinione di Viterbo. I giornalisti, nel corso della loro azione sindacale, contestavano anche la proposta di voler sostituire i contratti di lavoro in essere – validi fino al 31 dicembre 2012 – con altre forme contrattuali, pena il licenziamento. Proposta peggiorativa della condizione retributiva e professionale. Inoltre, il fiduciario di testata, proprio lunedì scorso, aveva annunciato al direttore Tartaglini che giovedì (domani) si sarebbe svolta un'assemblea dei giornalisti e lavoratori de l'Opinione di Viterbo per discutere appunto delle proposte di contratti e dell'associazione in partecipazione. Infine, i tre giornalisti avevano anche sollevato la questione del bilancio della Cooperativa depositato presso la Camera di Commercio senza alcuna approvazione da parte dell'assemblea dei soci”.

L’Associazione Stampa Romana, adesso, ha dato mandato ai suoi legali di denunciare l’editore per comportamento antisindacale e per tutte le violazioni di legge e di contratti poste in essere. L’Asr “provvederà inoltre a segnalare all’Ordine dei giornalisti del Lazio tutti i comportamenti di iscritti all’albo che violino l’obbligo di solidarietà prevista dall’articolo 2 della legge istitutiva dell’Ordine”.

Una volta ristabilita la legalità e ripristinate le corrette relazioni sindacali, Stampa Romana “si dichiara comunque disponibile ad aprire un tavolo di confronto sul futuro della testata”.




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