ANNO 16 n° 273
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Dies Natalis, Mirko Fiorillo: ''Lavoreremo per renderla perfetta e pił trasportabile''
Ieri lo smontaggio della Macchina che dalla sera del 3 settembre sostava sul sagrato del monastero di Santa Rosa

FRANCESCO COZZA CAPOSAVI VESMILE

VITERBO - Lo smontaggio di Dies Natalis ha avuto luogo nel sagrato del monastero di Santa Rosa durante la mattinata di ieri 16 settembre. La Macchina è stata scomposta dalla cima alla base per ritornare nei locali della ditta Fiorillo, in cui continuerà ad essere esaminata dai tecnici che l’hanno realizzata. È stata poi caricata sui mezzi, predisposti per il suo trasporto.

La collaborazione tra i costruttori e il suo ideatore, l’architetto Raffaele Ascenzi, ha portato a un’opera elegante e sontuosa, che però, come in tutte le edizioni della grande festa patronale, si è preparata a salutare il suo pubblico.

“Quest’anno ci abbiamo impiegato tanto, perché è una Macchina che rende sia il montaggio sia lo smontaggio più difficili rispetto a quelli precedenti, perlomeno rispetto a quelli di Gloria. Ora stiamo scaricando i pezzi dai mezzi – ha spiegato il costruttore Mirko Fiorillo – e li stiamo mettendo nel capannone”.

Dies Natalis è ricca di dettagli e particolarmente sorprendente per i suoi giochi di luci: Fiorillo ha affermato che il colore ambrato era esattamente, nel grande evento del 3 settembre, della tonalità pensata da Ascenzi. Anche questo elemento è stato integrato nella struttura della Macchina e non è venuto da fonti esterne, quindi non è stato proiettato.

In quanto al trasporto, invece, i materiali della Macchina hanno fatto il loro dovere, seppur con le loro specificità. Dies Natalis, completamente nuova, è stata “battezzata” proprio durante lo scorso 3 settembre. “È ovvio che all’inizio c’è sempre l’incognita del primo trasporto al di là della prova del traliccio, che è riuscita benissimo. Però – ha continuato Fiorillo – il 3 settembre è tutta un’altra storia. Il trasporto è su tutto il percorso, non su una parte come per la prova del traliccio. La Macchina in cima oscillava un po’ di più rispetto alle precedenti: è dovuto al fatto che il traliccio è in alluminio, quindi, essendo più elastico, dà questo effetto, che va corretto per una migliore trasportabilità”. Poi, ha proseguito: “Avendo individuato questo tipo di problematica, il prossimo anno ci lavoreremo per renderla perfetta come vogliamo fare noi e più trasportabile per i facchini. Si può migliorare come in tutte le cose”.

La parte più impegnativa per lo smontaggio è stata la base, che aveva ingombri maggiori rispetto agli altri elementi, ma Fiorillo definisce quella costituita con il Sodalizio dei Facchini e Ascenzi una “squadra collaudata”. Un arrivederci a Dies Natalis e un appuntamento al prossimo anno.




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