ANNO 16 n° 272
''Detenuti a lavoro per la manutenzione della cittą''
L'idea dei 5 Stelle: ''Il Comune risparmierebbe e per loro sarą pił facile reinserirsi in societą''

 

VITERBO - (s. l.) - Detenuti a lavoro per la manutenzione della città. Il progetto è già stato sperimentato con successo nella capitale sotto l'amministrazione Raggi e presto potrebbe essere replicato anche a Viterbo, qualora venisse approvata la mozione con cui il Movimento 5 Stelle a Palazzo dei Priori chiede l’istituzione della figura del garante dei detenuti. Di sicuro tra erba alta, buche, caditoie otturate e marciapiedi dissestati il da fare non manca.

La proposta di istituire a Viterbo la figura del garante dei detenuti era stata lanciata nel corso del consiglio comunale straordinario dedicato a Mammagialla. Ieri è tornata in Consiglio sotto forma di mozione, integrata con il regolamento per l’individuazione del soggetto a cui affidare l’incarico. Prima del voto definitivo da parte del consiglio sarà necessario un ulteriore passaggio in commissione. Ma la richiesta pentastellata è oramai in agenda.

''E’ proprio attraverso questo soggetto che fa da raccordo tra il carcere e l’amministrazione comunale – spiega il capogruppo Massimo Erbetti – che si potrebbero attivare iniziative socialmente utili. Nel caso specifico il vantaggio sarebbero duplice: da una parte il Comune beneficerebbe di servizi svolti praticamente a costo zero - l’unica spesa che Palazzo dei Priori dovrebbe sostenere riguarderebbe l’acquisto delle attrezzature, mentre la retribuzione vera e propria spetterebbe al ministero -, dall’altra parte i detenuti, specializzandosi in una attività, avranno più possibilità di reintegrarsi all’interno della società al momento della scarcerazione''.

''Spesso chi delinque torna a farlo anche dopo il carcere – dice sempre Erbetti –. Invece numerosi studi dimostrano che tra gli ex detenuti che hanno partecipato a progetti di questo tipo si assiste a una riduzione della recidiva con punte dell’80 per cento. Non c’è invece bisogno di spiegare che il detenuto che ha lavorato tutto il giorno sarà molto meno pericoloso di quello che invece è stato tutto il giorno senza fare niente. E questo è un aspetto che migliora la qualità della vita all’interno del carcere, sia per chi ci vive, ma anche per chi ci lavora''.




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