ANNO 16 n° 272
Foto precedente
''Destinazione Viterbo''
ma la strada č ancora lunga
Questa mattina la riunione indetta dall'assessore
De Carolis sugli stati generali del turismo viterbese

VITERBO - (S.C.) Innovazione, sostenibilità, integrazione: questi sono solo alcuni dei principali perni su cui far leva per far ripartire il turismo viterbese. Tanto lavoro da fare per portare alla città, quantomai bisognosa di rilancio, una nuova fonte di sviluppo economico.

E' per questo che stamattina nella sala conferenze della Camera di Commercio si sono riuniti esponenti politici e protagonisti del settore turistico per cercare di fare un primo punto della situazione. Oltre all'assessore De Carolis, organizzatore dell'incontro, hanno partecipato anche Lorenza Bonaccorsi, assessore regionale e il deputato Mauro Rotelli.

Tanti i temi discussi, ma sono state tante anche le opinioni contrastanti sullo stato della città, sul valore del brand Tuscia e sulla tassa di soggiorno.

''E' un momento di difficile lettura - ha esordito l'assessore - ma vogliamo fare il modo che la città ritrovi la sua identità. Bisogna lavorare per far crescere il numero di turisti che raggiungono Viterbo. I dati parlano chiaro: 120 mila persone hanno soggiornato a Viterbo lo scorso anno e sono stati incassati 400 mila euro di tassa di soggiorno che provengono però maggiormente dalle strutture termali''. L'assessore ha chiuso la sua presentazione parlando anche di accordi con l'Unitus, rilancio della città attraverso la film commission, e la valorizzazione del polo termale per renderla asset strategico dell’amministrazione. De Carolis ha infine espresso dubbi sulla tassa di soggiorno, sostenendo che vada ''ripensata''.

Interessante il punto vista del dottor Antonio Rocca: ''Il trend di crescita del turismo viterbese non poggia su basi solide. Si tratta di un fenomeno quasi casuale, perché se andiamo a vedere bene il centro storico è stato abbandonato in tutti i suoi palazzi storici. Siamo di fronte ad un meccanismo di crescita incontrollata. Manca una identità di città. Viterbo ha molte strade da percorrere ma credo che si possa puntare forte sulla sua natura rinascimentale e farnesiana per recuperare la città e il territorio. Una priorità poi dovrebbe essere quella di risistemare il museo civico, che adesso è ridotto ad un magazzino e, i frammenti di pietre non raccontano niente a nessuno della nostra civiltà''.

Secondo molti poi, il lavoro fatto per lanciare il brand Tuscia non ha funzionato, dato che il marchio non ha avuto il successo sperato in Italia e all'estero. Benedetta Lomoni di Experience Viterbo ha usato un approccio scientifico analitico dicendo nel suo intervento che: ''Tuscia è un termine poco riconoscibile e che gli inglesi non riescono a pronunciare''. Dello stesso avviso anche Giuseppe Crea di Federlazio che ha detto: ''Tuscia è un brand in cui credo davvero poco'', una opinione confermata anche dall'imprenditrice Laura Belli che ha scelto di non usare questa parola chiave per il suo sito dedicato al turismo matrimoniale.

Interessanti anche i contributi offerti dall'assessore regionale Bonaccorsi e dal deputato Mauro Rotelli. ''Dobbiamo lavorare tutti insieme per costruire un forte brand del Lazio - ha sottolineato l'assessore - adesso quando si pensa alla regione è inevitabile l'associazione con Roma. Dobbiamo capire che questo territorio non può fare a meno di Roma, ma va anche colta la grande opportunità offerta dai milioni di turisti che ogni anno arrivano nella capitale''. Riallacciandosi a questo discorso, anche Mauro Rotelli ha voluto rilanciare il tema delle infrastrutture. ''C'è molto da fare per far conoscere Viterbo, ma è necessario anche raggiungerlo questo territorio. Penso che sia necessario portare a termini interventi importanti come la trasversale e portare ad Orte l'alta velocità con Freccia Rossa ed Italo, in grado di accendere un nuovo tipo di turismo. Inoltre non vanno dimenticati i numeri registrati dal business delle crociere: vanno raggiunti anche i turisti che arrivano a Civitavecchia, a pochissimi chilometri da noi''.

Altro tema gettonato è stato quello della film commission. Oltre a De Carolis, anche il neo assessore di Sutri, Claudia Mercuri, ha parlato dell'importanza di fare rete con altri comuni proprio per puntare forte su questo settore, a pochi giorni dall'arrivo della troupe di Clooney nel suo comune e a Viterbo. ''Vogliamo realizzare una collaborazione con altri sindaci e lavorare insieme ad una serie di itinerari cinematografici da proporre alla film commission del Lazio per importanti produzioni cinematografiche sul nostro territorio''.

Ma non è tutto oro ciò che luccica: le parole di Filippo Rossi e Paolo Bianchini hanno rimarcato come per la città abbiamo un grande bisogno di aiuto da parte delle istituzioni. Bianchini ha infatti sottolineato che: ''Se esiste un flusso turistico in città, è merito di ristoratori e albergatori'' ma l'intervento più deciso è venuto dall'ex assessore della giunta Michelini. ''Serve il fottutissimo coraggio di spostare grandi investimenti per far partire un progetto turistico - ha detto senza giri di parole il numero uno di Caffeina -. Senza l’investimento pubblico è inutile anche questo incontro. La gente viene a Viterbo perché facciamo industria turistica. Ma servono investimenti per farla crescere questa industria. Il Comune deve diventare direttore artistico della città, altrimenti è tutto tempo perso''.

Facebook Twitter Rss