ANNO 16 n° 272
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Desertificazione del centro storico, l'inarrestabile declino delle attivitą commerciali
Chiusure a raffica e vetrine vuote, la crisi del commercio in Corso Italia e vie limitrofe

 

VITERBO - La progressiva, e apparentemente inarrestabile, desertificazione del centro storico, continua a mietere vittime tra le attività commerciali di quelle vie, che oggi sono solo la pallida ombra dei bei tempi andati.

Proprio pochi giorni fa, ad abbassare le serrande è stato un negozio di abbigliamento da bambini, che ora lascia al posto di una vetrina illuminata, una serranda vuota che va a infoltire la schiera di negozi chiusi che ormai punteggiano Corso Italia.

Ma la sua chiusura, è solo la prima di una lunga serie, infatti, rumors diffusi tra i pochi commercianti del centro che resistono, parlano di altre chiusure che entro il mese di settembre andrebbero ad ingrossare le fila di quelli che hanno mollato.

Sempre dalle stesse voci, ovviamente tutte da verificare, ma molto probabili visto l’andazzo, prossimamente a dichiarare forfait sarebbero altri tre negozi: uno di un noto franchising specializzato in abbigliamento intimo, un altro sempre di abbigliamento di alto livello, e infine un terzo di altra tipologia merceologica, che addirittura chiuderebbe a pochi mesi dall’inaugurazione.

Ovviamente, le altre vie del centro non godono certamente di miglior salute.

L’esempio più lampante di questo male diffuso è sicuramente via Dell’orologio Vecchio, dove su oltre 35 locali commerciali, a tutt’oggi ne sono aperti solo 5, contando lo show room della Cna che ha aperto i battenti meno di un mese fa.

Gli altri: Un minimarket, un ristorante, un attivita ricreativa e un parrucchiere, ormai sono rimaste le uniche vetrine che impediscono ad una storica strada di diventare uno scenario post apocalittico dove desolazione e spopolamento imperversano.

A seguire nella hit parade dello scempio c’è sicuramente via Saffi.

E qui bisogna aprire una parentesi, sul fatto che questa strada che una volta ospitava i negozi di abbigliamento e calzature più importanti, ormai parte da piazza delle erbe solamente sulla topografia ufficiale.

Infatti, tutto il primo tratto, quello che appunto inizia dallo sbocco sulla piazza, fino all’intersezione con via del collegio sembra non esistere più, perlomeno come via commerciale.

E’ diventato uno scenario fatto di serrande vuote e cartelli affittasi che formano sulla via un’unica fila, che arriva oltre il palazzo sede della Provincia.

Su piazza delle Erbe uno storico bar resta come ultimo baluardo, dopo, il nulla.

Fortunatamente i commercianti del tratto che arriva fino a piazza Fontana grande, si sono uniti e combattono mettendo in campo continue iniziative per attirare la gente, ma girato l’angolo è il deserto.

Infine, via Roma, beh che dire su questa via?

Sicuramente che, se quello sparuto gruppetto di eroici del commercio sono rimasti lì, nonostante le fioriere anti transito e il cantiere che gli azzerato i guadagni per vari mesi, forse sono l’unica speranza per una probabile rinascita del centro.

Dulcis in fundo piazza delle erbe, in poche parole il nulla al centro del nulla.

Ormai con la gelateria chiusa, il Platea Nova ormai un ricordo, e l’unico negozietto che c’era spento da mesi, sulla piazza mancano solo i cespugli rotolanti per realizzare un bel set da film western ambientato nel deserto del Colorado.

Unica speranza la riapertura in simultanea di questi locali, che sembra siano stati acquistati tutti da una nota imprenditrice viterbese, e che dovrebbero essere di imminente riapertura.

Ma come recita il proverbio: chi di speranza vive, disperato muore.




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