ANNO 16 n° 275
Deposito scorie nucleari Tuscia: appello dei comitati a Zingaretti
Sollecitano un intervento della Regione contro il progetto di Sogin

I comitati e le associazioni della Tuscia e della Maremma hanno rivolto un appello al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, per opporsi alla realizzazione del posizionamento del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi nella Tuscia.

In particolare, i comitati chiedono un intervento della Regione sottolineando come, nei confronti del progetto, sono state presentate osservazioni supportate da relazioni di tecnici qualificati da cui risulta che i 22 siti identificati da Sogin 'non hanno le caratteristiche per poter ospitare il deposito nazionale', inoltre 'in modo del tutto illegittimo, Sogin ha inserito nello stesso sito un deposito di superficie' dove saranno smaltite tutte le tipologie di rifiuti radioattivi, sia quelle a bassa attività che quelle a media e alta attività.

Di seguito il testo dell'appello:

''Egregio Signor Presidente Zingaretti,

le scriviamo quale Coordinamento dei Comitati contro la realizzazione del Deposito Nazionale delle scorie radioattive nella Tuscia.

La Carta delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI) per accogliere il Deposito Nazionale, redatta da SOGIN, ha individuato nella Provincia di Viterbo ben 22 aree rispetto alle 67 complessivamente censite su tutto il territorio nazionale. Il primato del Lazio si manifesta ancora meglio nel fatto che il 30 % delle aree considerate al massimo livello di idoneità secondo un singolare modello di

valutazione ideato da Sogin si trovano nella Provincia di Viterbo.

Tutti i Comitati di questo Coordinamento, analogamente a diversi Comuni coinvolti nella CNAPI, subito dopo la pubblicazione della Carta all'inizio del gennaio 2021, si sono attivati ed hanno presentato dettagliate osservazioni al Seminario Nazionale dimostrando in modo unanime l'oggettiva inidoneità dei siti identificati da SOGIN per ospitare il Deposito Nazionale delle scorie radioattive.

Le osservazioni sono state supportate da relazioni di tecnici qualificati, il cui onere è stato sostenuto dagli stessi aderenti a ciascun Comitato, e hanno evidenziato come i 22 siti identificati non hanno le caratteristiche per poter ospitare il Deposito Nazionale.

Criticità che è maggiormente aggravata dal fatto che in modo del tutto illegittimo SOGIN ha inteso inserire all'interno dello stesso Deposito Nazionale, un deposito 'di superficie', tutte le tipologie di rifiuti radioattivi, sia quelle a bassa attività che quelle a media ed alta attività. Questa intenzione della Sogin viola palesemente le linee guida che impongono per i rifiuti ad alta e media attività lo stoccaggio e lo smaltimento in depositi geologici di profondità, come unica soluzione sicura da perseguire.

A questo riguardo appare del tutto inadeguata la soluzione proposta da SOGIN, e cioè lo stoccaggio per un periodo definito 'temporaneo' ma 'di lunga durata', e cioè per almeno 100 anni, di materiale ad alta attività in un deposito di superficie inadatto secondo i requisiti normativi e quindi insicuro.

I Comitati hanno inoltre contestato che una tale localizzazione, oltre ad essere in contrasto con la normativa, verrebbe a pregiudicare la qualità ambientale di tutta la Provincia di Viterbo, che da anni ha investito per salvaguardare il proprio territorio. La Tuscia, infatti, ha da sempre riposto le sue prospettive di sviluppo nelle proprie attrattive paesaggistiche, ambientali storiche, archeologiche, rurali, enogastronomiche e turistiche. La realizzazione di quanto scelleratamente preannunciato da SOGIN vanificherebbe irreversibilmente le prerogative dell'intera Tuscia, che si troverebbe inoltre a subire inaccettabili rischi per la salute, già segnata da tassi di incidenza oncologica superiori alla media nazionale a causa della presenza di riconosciuti cancerogeni ambientali.

Nell'ottobre scorso è stato organizzato un seminario/dibattito promosso dalla Provincia di Viterbo, dai Comitati e dalle Associazioni, preparatorio al Seminario Nazionale le cui date erano state da tempo fissate per i giorni 9 e 10 novembre 2021, invitando anche rappresentanti della Regione Lazio, che si sono dichiarati in modo unanime contrari alle scelte di SOGIN riguardo alle Aree della Provincia di Viterbo.  

Tuttavia la Regione Lazio non si è presentata al Seminario Nazionale per la presentazione e la discussione delle osservazioni; questo ha fatto mancare il supporto più significativo alla causa della opposizione, posto che proprio la Regione Lazio, l'Ente territoriale più qualificato, fin dall'inizio aveva manifestato posizioni critiche.

I sottoscritti ritengono che la presenza della Regione Lazio sia indispensabile per poter indurre SOGIN ed il Governo ad una riflessione seria ed approfondita sull'argomento della Realizzazione del Deposito Nazionale ed in particolare, in questa fase cruciale, sulla CNAPI.

Tutte le altre Regioni che hanno avuto siti identificati nella CNAPI, segnatamente Toscana, Piemonte, Sardegna, Basilicata, Sicilia, hanno partecipato al Seminario Nazionale con rappresentanti istituzionali, che non soltanto hanno sostenuto tecnicamente la inidoneità delle aree identificate ma hanno anche conferito un alto significato politico alla partecipazione della Regione che rappresentavano.

Gli stakeholder del Lazio, pubblici e privati, hanno contestato l'operato di SOGIN ed il fatto che le 22 aree identificate nel viterbese possano essere qualificate come potenzialmente idonee pur in pieno contrasto con le criticità territoriali (terremoti, falde acquifere, aree naturali protette), ambientali, socio sanitarie, archeologiche e hanno difeso la pianificazione attuata in detto territorio che, in particolare in ambito agricolo e turistico, ha favorito livelli di eccellenza in Italia.

Pertanto è indispensabile che la Regione Lazio assuma subito quel ruolo di guida e di riferimento che le compete per poter affrontare insieme a tutti gli altri attori della vicenda la dura e complessa battaglia in difesa della Tuscia, proprio in questa fase che precede la proposta definitiva della CNAI.

Ancora è possibile operare, meglio se insieme, per poter indurre SOGIN e il Governo ad un ripensamento, sulla base della palese constatazione che tutte le Regioni, tutte le Associazioni e Comitati, tutti i privati che si sono confrontati con SOGIN durante il Seminario Nazionale hanno dichiarato la propria contrarietà e nessuno territorio ha avanzato in nessun modo la propria disponibilità.

Per questo si chiede che la Regione Lazio si adoperi, con la sua autorità, su due specifici temi:

-la partecipazione alla prossima tornata di osservazioni alla CNAPI e al Progetto SOGIN con propri rappresentanti e con qualificate documentazioni nel periodo

fino ad oggi previsto di un mese a partire dal 15 di dicembre;

-la richiesta di un congruo prolungamento di questo breve periodo concesso da

SOGIN, per poter consentire la possibilità di produrre ulteriori osservazioni da

parte degli stakeholder in relazione alle evidenze e alle varie posizioni emerse dal

Seminario fin qui svolto.

I sottoscritti chiedono sin da ora di poter instaurare con il Presidente Nicola Zingaretti e con i settori regionali coinvolti nel problema una serie di incontri per poter esplicitare le proprie posizioni e fornire un contributo di documentazione tecnica utile a sostenere, e se del caso a uniformare, una strategia di confronto con Sogin e con il Governo''.

Con i migliori saluti

COORDINAMENTO DEI COMITATI DELLA TUSCIA:

COMITATO MONTALTO FUTURA

COMITATO PER LA SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO DI CORCHIANO E DELLATUSCIA

COMITATO MAREMMA VIVA

COMITATO VERDE TUSCIA

ITALIA NOSTRA (sez. Tarquinia)

AICS- ASSOCIAZIONE ITALIANA CULTURA E SPORT

PRO LOCO GALLESE

BIODISTRETTO DELLA VIA AMERINA E DELLE FORRE

BIODISTRETTO LAGO DI BOLSENA

FEDERALBERGHI VITERBO

CONFAGRICOLTURA VITERBO

ASSOTUSCANIA

ECOLAZIO

NO IMU AGRICOLA

ASSOFRUTTI

SOC. AGRICOLA C.O.P.A.

O.P. OLEIFICIO SOCIALE COOPERATIVO CANINO

COOPERATIVA AGRICOLA TUSCIA LATTE

DOGANELLA SOC. COOPERATIVA AGRICOLA

COOPERATIVA OLIVICOLA DI CANINO




Facebook Twitter Rss