ANNO 16 n° 275
Deodati-Viterbese
fumata quasi bianca
Ieri incontro di tre ore, si parla di un ingresso in società

di Domenico Savino

VITERBO – Sempre più vicino. Angelo Deodati e la Viterbese continuano a corteggiarsi. La data del matrimonio è molto vicina. Ieri mattina l’imprenditore di Pisoniano è stato negli uffici di via della Palazzina. Oltre tre ore di colloquio per capire i margini di azione e darsi appuntamento alla prossima settimana in cui i commercialisti della Viterbese e quelli di Deodati si incontreranno a Roma per mettere nero su bianco.

L’ipotesi sponsorizzazione è stata messa in secondo piano. Deodati vuole essere protagonista e si fa largo l’ipotesi di un suo ingresso in società rilevando una percentuale delle quote. E’ questo il particolare che va discusso per poi lasciare il campo allo sbarco nella Tuscia del vecchio patron. Deodati è comunque rimasto soddisfatto dell’organizzazione attuale della società ed entrerebbe senza mettere un suo uomo di fiducia all’interno della struttura aziendale.

Vuole entrare Deodati e vuole farlo da protagonista. Tutto questo consentirebbe alle casse societarie gialloblù di respirare a pieni polmoni e allo staff tecnico di andare a rinforzare ulteriormente una squadra che è molto competitiva, come hanno dimostrato le tre vittorie consecutive nell’ultimo tris di partite lontano dal Rocchi.

Il direttore sportivo Manfra si sta muovendo sul mercato. Passi sotto traccia sia in caso di esito positivo della trattativa (come si augurano le parti) che nella situazione contraria. Il palato della società sta diventando fine: c‘è la concreta possibilità di lottare per le prime posizioni. Di nomi ancora non se ne fanno e le bocche in talcoso sono più che cucite. Ma è evidente che qualora Deodati entri nel sodalizio di via della Palazzina i margini di azione sul mercato (che apre i battenti a dicembre) sarebbero molto più ampi. Qualcosa di più ristretto, ma sempre ambizioso, nella condizione opposta. In tutti i casi sarà una Viterbese diversa e competitiva.

Intanto l’attualità dice Scandicci, formazione terz’ultima in classifica. Gara che si preannuncia complessa perché è tipica di quelle gare chiuse che la squadra di Farris ha mostrato di soffrire. Ci vorrà pazienza per scardinare un impianto piuttosto chiuso. Il tecnico lombardo ha lavorato molto anche questa settimana su diversi assetti tattici, ma l’intenzione è quella di ripartire dal 4-3-3 e dal gruppo che ha sbancato Civita Castellana.

L’unico vero ballottaggio è tra Scardini e Gamboni. Possibile che all’esterno destro ex San Cesareo venga preferito il primo con il centrocampo che offre quell’equilibrio che nel modulo con tre incursori alle spalle della punta centrale viene meno. E’ una questione di automatismi che riescono naturali con il 4-3-3, rispetto al 4-2-3-1. Numeri che poi devono vedere luce nell’atteggiamento sempre propositivo della squadra. C'è da battere lo Scandicci e sarebbe un’ulteriore iniezione di entusiasmo per Angelo Deodati.




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