ANNO 16 n° 283
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Daria Greco, l'arte che nasce dal filo e diventa gioiello
Dalle bambole al soutache, dai mercatini ai cataloghi: il viaggio di un’artigiana che trasforma emozioni in gioielli unici

VITERBO - Ci sono passioni che nascono in silenzio, tra le mani di una bambina che cuce vestiti alle bambole e intreccia perline su un piccolo telaio costruito dal nonno. Per Daria Greco, quel gioco non era un gioco: era un richiamo. Un filo sottile che, anno dopo anno, avrebbe cucito la trama della sua vita.

A diciotto anni sceglie di ascoltare quella voce e frequenta la scuola di stilismo, ottenendo la certificazione. Da allora ago, filo, uncinetto e stoffe diventano compagni quotidiani, strumenti attraverso cui dare forma a un mondo fatto di creatività e pazienza.

Poi, nel 2011, durante un viaggio, arriva la scintilla che cambia tutto: la scoperta del soutache, il gioiello sartoriale. Una tecnica antica, elegante, quasi ipnotica. Daria se ne innamora all’istante. Inizia a studiarla, a sperimentarla, a conoscerne ogni segreto. E quel percorso non si è più fermato. Per anni realizza gioielli per atelier e gioiellerie della zona, arrivando perfino a esporre in Via Margutta, la strada romana degli artisti.

Ma Daria non è una donna che si accontenta. La sua creatività cerca sempre nuove strade. Così, da due anni, accanto al soutache, nasce una nuova forma di espressione: il crochet gioiello, un intreccio di filato prezioso e cristalli che dà vita a pezzi unici, morbidi, luminosi, irripetibili.

A febbraio decide di mettersi davvero in gioco: portare le sue creazioni fuori dal laboratorio, mostrarle al mondo. Inizia a partecipare ai mercatini selezionati di artigianato. E lì accade qualcosa di speciale: il pubblico la vede, la riconosce, la apprezza. Le sue tecniche affascinano, la particolarità dei suoi pezzi conquista. “Mai scelta fu più felice”, racconta oggi.

Negli ultimi mesi il suo percorso si è allargato ancora, grazie a una presenza preziosa: Carla, sua figlia, Art Director a Milano. È lei a curare il branding, i profili social, l’immagine del progetto. È lei ad aver realizzato il primo catalogo ufficiale di ottobre per G.diDaria, trasformando la passione della madre in un marchio riconoscibile, elegante, contemporaneo.

E poi c’è il cuore del lavoro di Daria: l’unicità. I suoi gioielli non sono unici “perché fatti a mano”. Sono unici perché non ne esiste uno uguale all’altro. Mai. Per scelta. Per filosofia. Per amore.

Forme diverse, colori diversi, combinazioni irripetibili. Ogni pezzo è pensato per una donna che vuole sentirsi speciale, che vuole indossare qualcosa che nessun’altra avrà mai. Un gioiello che non è solo un accessorio, ma un frammento di identità.

Daria non crea semplicemente gioielli. Daria crea storie da indossare.




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