ANNO 16 n° 270
Dallo Zucchero Filato alla S.S. Lazio, la favola del calcio inclusivo
'Siamo stati adottati, i nostri ragazzi ora giocheranno nel campionato paralimpico FIGC' spiega Fabio Barzellotti

VITERBO – In città c’è una squadra che inizierà a giocare con “i big”. Non si tratta di una promozione di categoria, ma di un traguardo ben più importante: la prima squadra dell’associazione Zucchero Filato, realtà che da anni lavora nel viterbese per includere ragazzi con disabilità attraverso lo sport, è stata adottata dalla S.S. Lazio.

Un riconoscimento incredibile, che va oltre lo sport, perché significa poter scendere in campo con il nome di una società di Serie A, con tanto di fornitura di materiale sportivo e l’ingresso ufficiale nel campionato organizzato dal Dipartimento Calcio Paralimpico e Sperimentale della FIGC.

'Siamo stati invitati allo Stadio Olimpico lo scorso anno” racconta il presidente Fabio Barzellotti “e lì abbiamo avuto l’occasione di parlare del nostro progetto. La Lazio aveva già una squadra Special, ma sono rimasti colpiti dal nostro entusiasmo e hanno deciso di iniziare anche con noi questo percorso, dandoci questa chance”.

Da settembre l’accordo è diventato realtà; La squadra parteciperà alla stagione 2025/26 con il nome di “S.S. Lazio White”. Non solo: presto un’altra società professionistica si aggiungerà alla rete di sostegno. “Abbiamo tre squadre di calcio a 7 con oltre 30 atleti” spiega Barzellotti “e siamo in trattativa con la Viterbese che adotterà la nostra seconda squadra. Per noi è fondamentale, perché i costi sono triplicati e avere il sostegno di società come la Lazio e la Viterbese ci permette di continuare a garantire il gioco del calcio a tutti”.

Il campionato, organizzato dal DCPS, è una realtà in continua espansione. Nella scorsa stagione hanno partecipato 180 squadre e 2.800 atleti in tutta Italia. Quest’anno i numeri sono ancora in crescita. Le società professionistiche adottano le squadre paralimpiche, che poi si affrontano nei tornei ufficiali: così Zucchero Filato potrà giocare contro formazioni legate, ad esempio, a Roma o Fiorentina.

'Si parte con le fasi regionali a Roma” continua il presidente “e da lì, in base alle classifiche, si accede alle fasi nazionali che si concludono a maggio. Ma quello che conta più di tutto è che i ragazzi si divertano: vincere è bello, ma la vera vittoria è vederli sorridere e sentirli parte di un gruppo”.




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