ANNO 16 n° 275
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''Da pił di un mese mi piove in casa, l'Ater fa i lavori a cavolo di cane''
L'esasperazione di una signora residente in una casa popolare

di Irene Minella

VITERBO – Non piove da giorni nella Tuscia eppure una donna, residente a Viterbo, in casa sua la pioggia la vede oramai da più di un mese. E non perché sopra di lei ci sia la ''nuvoletta di Fantozzi'', ma perché gocce d’acqua cadono dal soffitto della sua abitazione popolare in via dei Bersaglieri. Casa di proprietà dell’Ater, azienda territoriale di edilizia residenziale, che si sarebbe dovuta occupare della sistemazione del bagno dell’appartamento al piano di sopra. Però, a quanto dice la signora a Viterbonews24, ''i lavori sono stati fatti a cavolo di cane e da più di un mese mi piove in casa''.

''Il 5 maggio il bagno dell’appartamento al piano superiore del palazzo in cui abito si è rotto e l’acqua ha iniziato a penetrare nel soffitto di casa mia. Da quel giorno scendono continuamente gocce d’acqua che cadono all’interno delle stanze – racconta la donna a Viterbonews24 -. Insieme alla signora che abita al piano superiore ho avvisato gli uffici dell’Ater affinché mandassero qualcuno a risolvere la situazione. Ma gli impiegati ci hanno risposto che da quel momento, prima che operai e idraulici intervenissero, sarebbero dovuti passare al meno tre mesi''.

Tempi troppo lunghi da attendere sia per la donna, che rischia di avere casa allagata, sia per la famiglia al piano di sopra, che non può utilizzare il bagno. ''Così abbiamo deciso, per accelerare i tempi, di chiamare i vigili del fuoco – prosegue -. L’Ater ha quindi chiamato una ditta per sistemare la rottura al bagno dell’appartamento al piano superiore, ma i lavori, terminati solo qualche giorno fa, sono stati fatti a cavolo di cane. Sicuramente perché l’Ater ha pagato pochissimo gli operai''.

''Oggi, a distanza di più di un mese – continua –, dal soffitto della mia casa ancora piove mentre nell’appartamento di sopra hanno iniziato ad inumidirsi anche le pareti della cucina''. Una situazione problematica che non può più andare avanti. Non solo per il problema dell’acqua in casa, ma soprattutto perché dai muri impregnati e umidi si potrebbe formare della muffa pericolosa e nociva per la salute delle famiglie che abitano in quei due appartamenti.

''Chiedo che l’Ater intervenga nuovamente – conclude la signora -, ma che questa volta lo faccia come si deve. Se gli operai vengono pagati pochissimo i risultati poi si vedono e noi non possiamo più vivere in queste condizioni''.




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