ANNO 16 n° 275
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La clinica Nuova Santa Teresa
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''Da 6 mesi senza paga, siamo disperati''
Drammatico appello dei lavoratori
della clinica Nuova Santa Teresa

VITERBO - Ormai è emergenza sociale: i dipendenti del Gruppo RoRi, titolare della clinica Nuova Santa Teresa di Viterbo e della casa di cura di Nepi, sono da sei mesi senza stipendio. I proprietari delle due strutture sanitarie non avrebbero rispettato l’impegno assunto con i lavoratori e la Regione Lazio di pagare almeno due mensilità arretrate. ''Eppure – spiegano – la stessa Regione ci ha assicurato di aver sbloccato 1milione e 800mila euro a favore della Ro.Ri, una parte dei quali avrebbero dovuto essere destinati a saldare un terzo degli arretrati che ci spettano. Siamo disperati – aggiungono -, se le istituzioni non interverranno immediatamente potrebbe succedere l’irreparabile. Cosa aspettano? Di trovare qualcuno di noi appeso a una trave?''.

Fino a pochi giorni fa, Fabio Angelucci, presidente del Gruppo, e il padre Roberto, vicepresidente, sostenevano di non poter pagare gli stipendi perché la Regione Lazio non saldava i conti delle prestazioni fornite dalle due strutture. Ma se, come avrebbe assicurato la Regione ai dipendenti, la somma dovuta, cioè 1 milione e 800mila euro, è stata sbloccata e i dipendenti non hanno ricevuto un centesimo, la situazione puzza terribilmente di bruciato.

''Non si capisce – dicono i lavoratori – perché la Regione Lazio continui ad accreditare un’azienda come la Ro.Ri che, in più occasioni, si è rivelata inaffidabile. Gli Angelucci, padre e figlio, dovrebbero passare la mano. Solo così si potrebbero salvare le due strutture sanitarie''.

In attesa che qualcuno intervenga a loro sostegno, ''visto che anche i sindacati sono collusi con la proprietà” affermano, i lavoratori hanno deciso di disertare l’incontro convocato da Fabio Angelucci per venerdì prossimo. ''E’ sempre la solita solfa – agromentano -, ci vorrebbe parlare di cassa integrazione, contratto di solidarietà, minacce di licenziamenti. Prima ci paghi gli arretrati, poi discutiamo tutto il resto''.

Fabio e Roberto Angelucci, oltre tutto, sono tra i principali imputati della maxi inchiesta sulla Asl targata Giuseppe Aloisio. Secondo l’accusa, tra il 2006 e il 2009, grazie a una serie di complicità e compiacenze, avrebbero truffato alla Asl di Viterbo oltre 21 milioni e mezzo di euro, ''costituite - è scritto nella richiesta di rinvio a giudizio concesso dal Gip - dalle somme non dovute, erogate dalla Asl di Viterbo al Cra di Nepi a titolo di rimborso per le relative prestazioni, effettuate in violazione dei requisiti previsti dalle linee guida sulla riabilitazione''.




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