

Un ampio avvallamento è stato scoperto questa mattina sul tetto della navata centrale della chiesa di San Nicola, a Bagnoregio. Ad accorgersi del danno sono stati alcuni cittadini che durante la notte hanno sentito un forte rumore provenire dalla struttura e hanno avvisato il parroco, don Enrico Righi.
''Appena mi hanno avvisato - ha detto don Righi - sono entrato in chiesa per capire cosa fosse accaduto ma, all'interno del Duomo, non ho visto lesioni evidenti. Dopo pochi minuti però, - spiega il parroco - mi sono reso conto di un avvallamento sul tetto e ho cercato di mettere in sicurezza il centro della navata con alcune panche della chiesa, in modo tale che nessuno potesse transitare’’. A cedere, infatti, è stata la trave portante della struttura (1792), frutto dei lavori di ampliamento voluti dal vescovo Giuseppe Aiuffi nel 1770. Il crollo ha interessato la parte tra il tetto e la volta della struttura che, nonostante il peso dell’asse, non ha subito alcuna lesione.
''Si tratta di un danno molto consistente - ha commentato il sindaco Francesco Bigiotti - dal momento che ha ceduto completamente la capriata centrale. I nostri uffici hanno già scritto alla Soprintendenza ed al Genio Civile e sono in contatto costante con la curia per poter coordinare gli interventi, che non saranno di breve durata. Quasi sicuramente, infatti, il Duomo dovrà rimanere chiuso per più di un mese e la spesa complessiva supererà i centomila euro''.
La chiesa di San Nicola, edificata nel XV secolo, è il duomo di Bagnoregio, inizialmente intitolata alla Madonna della Neve e, successivamente, a San Nicola. Al suo interno, tra le molte opere d'arte, sono conservate una Bibbia dell'XI secolo appartenuta, secondo la tradizione, a San Bonavantura, e una teca del XV secolo contenente alcune reliquie dello stesso santo. L'altare maggiore è costituito da un sarcofago in marmo del primo secolo a.C. sul quale sono raffigurati la fine della notte e l'inizio del giorno.
La chiesa si trova nel centro storico di Bagnoregio, a poca distanza dal Comune e dalla casa natale dello scrittore Bonaventura Tecchi. Il 6 settembre 2009, il duomo è stato visitato da papa Benedetto XVI, che ha sostato in preghiera davanti alle reliquie di San Bonaventura.