ANNO 16 n° 275
Crolla il settore edile,
in un anno perso il 45%
A picco anche l'occupazione

VITERBO – Nell’ultimo anno, la provincia di Viterbo ha visto crollare del 45% i volumi costruiti. Peggio ha fatto solo Roma, dove il tonfo è stato addirittura del 68%. Nello stesso periodo, è calata di pari passo anche l’occupazione. Sono alcuni dei dati, tutti nettamente negativi, illustrati ieri dal presidente dell’Ance Lazio (Associazione nazionale costruttori edili) Stefano Petrucci.

''Il mercato delle costruzioni – ha detto - si è ridotto del 19,4% negli ultimi anni e, secondo le stime del Cresme, nel 2012 si verificherà nel Lazio un'ulteriore contrazione degli investimenti pari al 3,8%. Il calo degli investimenti - ha spiegato - è determinato da una carenza anomala di risorse. Per invertire il trend serve liquidità nel mercato. Le nostre imprese più strutturate sono in difficoltà a causa dei mancati o ritardati pagamenti dea parte della pubblica amministrazione, della recessione e del blocco del mercato privato. A tutto ciò si aggiunge la chiusura del sistema finanziario di fronte a progetti che potrebbero creare nuove opportunità''.

Dati in negativo anche per l'occupazione nel settore: nelle casse edili provinciali si è registrato come le ore lavorate sono diminuite dell'11% a dicembre 2011, per un totale di 715.300 ore in meno.

Colpite tutte e cinque le province laziali anche se la contrazione più forte (-15% e 540mila ore in meno) è stata in quella di Roma, seguita da Latina (-13%), Viterbo e Rieti (-10%). Anche il numero delle imprese iscritte alle Casse edili del Lazio si è ridotto: -10% nel dicembre 2011 rispetto all'anno precedente per un totale di 1.200 aziende scomparse dal mercato.

Il calo maggiore a Viterbo (-14%), poi Roma (-11% e 800 imprese che hanno lavorato in meno rispetto al 2010) e Rieti (-10%).

Trend al ribasso anche per le iscrizioni dei lavoratori alle casse edili. Sempre a dicembre dello scorso anno si è registrato un -11% con una perdita di 5.945 posti di lavoro. Situazione drammatica, infine, per quanto riguarda l'edilizia non residenziale: negli ultimi tre anni gli investimenti si sono ridotti di oltre un miliardo mentre la produzione (numero di fabbricati) del 27%.




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