ANNO 16 n° 275
Crisi gialloblu, Dietro
le dimissioni spuntano
i soliti problemi economici della società

VITERBO - Quella dei motivi personali è una scusa legittima, ma con tutto il rispetto anche comoda. E che non regge. Ecco allora che dietro le triplici dimissioni in casa Viterbese (presidente Graziani, vice Vestri, direttore sportivo Manfra) si può nascondere qualcosa di grave. Forse gravissimo.

Parliamo di soldi, naturalmente, di soldi che non ci sono. Non è una novità: già in estate lo stesso presidente aveva avvertito che il budget era quello che era, cioè basso. Ciononostante, una squadra costruita al risparmio si era ritrovata sin da subito a lottare per le zone alte della classifica. Strada facendo, a gennaio, era arrivato l’ingresso di Angelo Deodati (imprenditore nel ramo rifiuti e alberghiero) come sponsor. La crisi, anche grazie ai contributi di Angelino core d’oro, sembrava alle spalle, tanto che nel mercato invernale la Viterbese si era regalata anche qualche rinforzo per continuare la corsa in campionato. Corsa continuata fino a domenica, con la fondamentale vittoria sull’Arezzo. Prima della mazzata delle dimissioni a catena.

E allora, come stanno davvero le cose riguardo ai libri contabili di via della Palazzina? Di certo, si sa che i rimborsi spese dei giocatori (così, ipocritamente, si chiamano gli stipendi tra i Dilettanti) sono fermi a novembre. La mensilità di dicembre è stata garantita, ma non ancora pagata. Negli ultimi tempi, poi, si è spesso ricorso ai silenzi stampa per evitare che dallo spogliatoio filtrassero indiscrezioni scomode per l’immagine della società. Non solo: oltre alle vecchie pendenze verso enti pubblici e soggetti privati, rateizzate da tempo, si sono aggiunti negli ultimi tempi altri conti in sospeso. Nei confronti di ex tesserati come allenatori (per esempio Raffaele Sergio) e giocatori. Altri debiti, insomma, da pagare e da pagare per forza, visto che passano attraverso gli organismi sulle vertenze economiche della Figc. A questo punto è lecito domandarsi se la Viterbese sia in grado di far fronte agli impegni oppure no. Che ultimamente sia venuto a mancare qualche sostegno economico ritenuto vitale per garantire la sopravvivenza del club? Di sicuro qualcosa di traumatico deve essere avvenuto nelle ultime ore. Qualcuno parla di un sabato molto movimentato, con un incontro saltato e qualche attrito di troppo, ma da via della Palazzina non trapela nulla.

Questo il quadro. Quanto sia grave la situazione, nel complesso, lo sanno in pochi, anzi in pochissimi. Alcuni dirigenti neanche erano a conoscenza delle dimissioni di Graziani, Vestri e Manfra. E’ stata la stampa ad informarli. Per giovedì è prevista una riunione in cui forse gli ex vertici societari spiegheranno le loro ragioni, anche se la logica avrebbe voluto magari che la riunione venisse fatta prima dei comunicati stampa, e non il contrario. Per il momento, sul campo, a reggere le redini del club gialloblu è rimasto l’impagabile vicepresidente Maurizio Donsanti, il team manager Cusi, l’addetto stampa Ursini e pochi altri. Il loro pensiero immediato va alla preparazione della trasferta di domenica a Ponte San Giovanni, e al rassicurare la squadra. Anche perché c’è il rischio concreto che qualche giocatore, nelle prossime ore, decida di tornarsene a casa. Per l’aspetto legale, invece, resta in carica l’amministratore, un personaggio romano (di cui in molti ignorano il nome) in carica dallo scorso autunno. E anche questo è uno dei tanti punti di domanda che gravitano sul presente – e forse sul futuro – dell’Associazione sportiva Viterbese.




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