


CIVITA CASTELLANA - L’allarme arriva da Sassuolo, ma coinvolge inevitabilmente anche Civita Castellana, dove il comparto della ceramica rappresenta una delle realtà produttive più importanti del territorio con circa trenta aziende in attivo e un fatturato annuo di oltre 415 milioni di euro. Nel distretto industriale viterbese, le imprese fanno ormai da tempo i conti con costi energetici sempre più elevati, soprattutto per il gas, che pesano in maniera significativa sui bilanci e mettono a rischio la competitività del settore.
Dalla sede di via Monte Santo, a pochi giorni dall'apertura del Cersaie (la fiera internazionale della ceramica e all’arredobagno) il presidente di Confindustria ceramica e della Ceramica Flaminia Augusto Ciarrocchi torna ad accendere i riflettori sulla crisi energetica e chiede un intervento rapido sulla politica dei costi energetici: 'Se le istituzioni non provvedono quanto prima a ridefinire la politica dei costi energetici - ha annunciato - si rischia la tenuta competitiva delle nostre aziende sui mercati internazionali. Con il gas stabilmente sopra i 70 euro/MWh, produrre ceramica in Italia sta diventando insostenibile'.
'Oggi - prosegue il numero uno di Confindustria - il costo dell'energia è circa il doppio di quello precedente alla chiusura dello Stretto di Hormuz, mentre ci sono imprese estere che beneficiano di prezzi più bassi dovuti a ingenti volumi di produzione nazionale di gas o a condizioni di mercato interne più favorevoli'.
Altro aspetto importante è quello legato ai costi Ets: 'Il prezzo del gas continua a trascinare nella sua corsa il costo della CO₂. In questo contesto serve un intervento strutturale sull'Ets, a partire dalla revisione dei benchmark combustibile, oggi una priorità assoluta. Le quote gratuite devono riflettere la realtà tecnologica dei processi ceramici e impedire che la decarbonizzazione si traduca in delocalizzazione'.
Da ultimo il tema della sicurezza degli approvvigionamenti: 'Le condizioni con cui il sistema si avvicina al prossimo inverno sono particolarmente preoccupanti, all'incertezza geopolitica e alla volatilità dei mercati si somma il livello degli stoccaggi europei, oggi intorno al 65%. Questo significa che nei prossimi mesi potremmo trovarci ad affrontare rischi maggiori sia sul fronte della disponibilità sia su quello dei prezzi. Non possiamo fare a meno di un robusto servizio di interrompibilità tecnica del gas, allo stesso tempo occorre predisporre misure straordinarie e strutturali per evitare di ritrovarci nelle condizioni della crisi energetica del 2022 e, soprattutto, costruire un sistema di approvvigionamento di lungo termine dedicato alle imprese ad elevato consumo di gas'.
Il convegno inaugurale di Cersaie 2026, in programma lunedì 21 settembre a Bologna, sarà dedicata al tema: 'Energia sostenibile per la competitività'.