

VITERBO - “Pochi giorni fa, il Presidente di Confindustria ceramica Ciarrocchi ha lanciato un allarme per la produzione industriale nella nostra Provincia, seriamente compromessa dalla crisi energetica e dai rincari conseguenti, che promettono di annientare il comparto industriale delle ceramiche di cui egli è rappresentante. Tuttavia, la situazione è ormai ampiamente fuori controllo, non solo per le imprese ma anche e soprattutto per ciascuno di noi, nessuno escluso, a meno che non si faccia parte di quella élite di privilegiati che sulla crisi ha radicato la crescita esponenziale delle proprie ricchezze. Già il prezzo dei carburanti in Italia ha raggiunto livelli insostenibili, rappresentando una fonte di spesa per imprese e famiglie fuori controllo. L'impennata bellica delle scorse ore, poi, ha innescato un rialzo il cui ritmo è tanto vertiginoso quanto lenta è la reazione del nostro Governo, che con tempi biblici valuta il da farsi, determinando, per le migliaia di persone costrette quotidianamente a spostarsi per lavoro, istruzione, salute e servizi, un salasso ad ogni rifornimento”.
“La 'ponderata' risposta del Governo non risolverà alcun problema, dal momento che dovrebbe trattarsi di misure mirate ed estese solo ad alcune categorie. La visione miope dell'attuale Governo, infatti, sembra ignorare la connotazione di sistema che hanno non soltanto il settore economico e produttivo ma la società tutta, con le sue interdipendenze, la sua fragilità e la sua veste di 'consumatrice'. Oltretutto, in un quadro così compromesso, non è possibile coltivare alcuna aspirazione di progresso, né di emancipazione economica per i giovani, come ipocritamente promette l'attuale maggioranza politica, capace solo di millantare scenari di benessere sempre meno riscontrabili o perseguibili”.
“Se le misure non saranno strutturali, quindi, tutto il sistema ne risentirà enormemente, con inevitabile contrazione del potere di acquisto di ciascuno di noi e con ripercussioni sull'intero sistema economico e sociale. In una parola, una recessione drastica e progressiva che, in una provincia già povera come la nostra, non potrà che accentuare le linee già tracciate: crisi dei settori produttivi e conseguente mancanza di opportunità lavorative, spopolamento, invecchiamento della popolazione, rimanente, contrazione dei servizi pubblici e tanto altro, fino al declino generalizzato e irreversibile”.
“Cosa si può fare a livello locale? Premere sul Governo affinché abbracci politiche sensate e veramente orientate al benessere dei cittadini, di ogni angolo del Paese. Invece, la nostra Provincia sembra plaudire alle insensate trovate di questo Governo. Quali disegni nasconde, dunque, per il nostro territorio l'attuale classe politica di maggioranza amministrativa? Quali essi siano dimostrano disamore ed egoismo, specialmente per le generazioni più giovani che, in questo scenario, non troveranno nulla da coltivare per la loro vita e il loro futuro, abbandonando questo territorio al suo inutile dentino”.
Valeria Bruccola, Segretaria della Federazione Provinciale di Sinistra Italiana AVS