ANNO 16 n° 276
Covid nel pallone, la Corneto attacca: ''Campionato falsato''
Il club di Tarquinia sui rinvii nei Dilettanti: ''Gli investimenti? Buttati al vento''

Riceviamo e pubblichiamo:

TARQUINIA - Ci risiamo, abbiamo passato del tempo in estate nel prendere una decisione economica importante: fare una squadra competitiva da primi posti o farne una che ci assicurasse, almeno sulla carta, la salvezza. Abbiamo scelto la squadra competitiva e, nel silenzio nostro solito, abbiamo iniziato a completare il puzzle. Nel mentre, nei momenti di relax, facebook ed il web ci accompagnavano con post ed articoli inneggianti allo sport, ai protocolli fatiscenti, alle colpe della Lnd.

Ad ottobre inoltrato, con i piedi ben saldi per terra, ci si rende conto che i problemi non sono essenzialmente legati ai protocolli, alla Lnd o agli arbitri (i maggiori colpevolizzati dalle nostre frustrazioni domenicali): abbiamo vissuto pochissime settimane di calcio, inversamente proporzionali alle varie situazioni create ad hoc da società che hanno semplicemente preferito non giocare per Covid, casi addirittura di coronavirus anche di parenti dei tesserati della società e con calciatori e staff tecnici che il lunedì successivo si sono presentati tranquillamente al lavoro. Sia ben chiaro, non si allude alla domenica dell’11 ottobre per il caso del Civitavecchia, caso reale nella squadra del presidente Presutti. Il campionato? Falsato dal comportamento da parte di noi società, inutile attaccare protocolli o lega, basta un fax ed il gioco è fatto.

Gli investimenti? Buttati al vento; non abbiamo arbitri che purtroppo possono controllare il comportamento di noi società settimanalmente. Arbitri? Sembrerà strano leggerlo, gli unici a garantire quello sport che sta sulla penna e bocca di tanti.

Campionato dunque per forza falsato, campionato poi che ha poco senso continuare se si pensa a chi mensilmente deve sostenere la propria famiglia, che non si può permettere 15 o 10 giorni che siano di quarantena.

Spesso sento dirmi che ci sono calciatori e componenti dello staff che magari ci vivono in categoria come l’Eccellenza... e allora qui intervenga la lega con contratti obbligatori. Spariranno le società che promettono e poi non pagano, mentre noi tuteleremo gli iscritti a vantaggio di tutti.

Ora è urgente che ci siano regole chiare e comprensibili. E’ giusto che le società ed i giocatori sappiano a cosa vadano incontro. Non può accadere che squadre vengano preventivamente fermate dopo due settimane dal possibile contagio ed altre invece continuano a giocare. Non è possibile non sapere cosa ci aspetta domani. Occorrono regole snelle ed efficienti.

Questo per il mondo dei grandi. E per i giovani? Una soluzione potrebbe essere quella di fermare i campionati (non l'attività) del settore giovanile, dando così la possibilità ai ragazzi di proseguire il proprio percorso formativo senza andare ad affrontare situazioni di pericolo e disagio.

ASD Corneto Tarquinia




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