


VITERBO - In molti canili della Tuscia sembrerebbero non esserci le condizioni adatte per la sopravvivenza degli animali: dalla distribuzione dei pasti al momento del gioco e delle coccole, la routine dei cani non appare stimolante o, in un’accezione più prioritaria, salutare.
Nonostante questo, Gloria Cossio, volontaria dedita alle situazioni più provanti per il benessere animale, ha deciso di dedicarsi assiduamente al caso di Corradino, pastore maremmano ormai fuori dal canile di Ceccano. La sua storia era stata già trattata dal Viterbo News: tra il timore che soffrisse di leishmania e le sue difficoltà nell’alimentarsi, il suo pieno diritto a una vita degna e felice sembrava appeso a un filo.
Preso in carico da un’associazione operante nell’ambito delle adozioni nei canili, Corradino avrebbe avuto già una persona disposta ad adottarlo e poteva essere trasferito in un luogo sicuro nel frattempo, ma l’ente in questione ha scelto di portarlo in un’altra struttura e chiedere una raccolta fondi a supporto delle necessità dell’animale.

Cos’è cambiato rispetto a pochi giorni fa ora che il cane è in uno stallo? A quale prezzo Corradino è uscito e a fronte di quali eventuali retroscena?
“I cani devono essere tutti certificati con una pec per poter uscire. Non si sa bene in che condizioni e dove sia Corradino. Adesso io andrò a fondo e farò gli esposti e tutte le denunce: sabato i volontari dell’associazione sono andati a prendere il cane e non si sa dove l’hanno portato; non si sa da quanto tempo era attiva la prenotazione, mentre la documentazione di ogni cane dev’essere nel canile per legge. Corradino è uscito e, com’era prevedibile, hanno indetto una raccolta fondi. Sicuramente lui andrà curato, ma non è che quando un cane esce si debbano chiedere soldi!” ha lamentato la Cossio, in prima linea per Corradino e per tante altre creature a quattro zampe come lui.
L’associazione riceve già finanziamenti?
“Oltre a prendere il 5 per mille, loro, più il cane che fanno uscire è malato, più soldi prendono, perché la gente rimane colpita. Se il cane sarebbe potuto uscire un mese e mezzo fa (Corradino, ndr) senza far nulla, essendoci persone esterne all’associazione che avrebbero pagato tutto, perché non farlo uscire?”.
Come sta procedendo l’iter delle segnalazioni?
“Adesso farò le pec a tutti come segnalazione, poi andrò a Frosinone a fare esposti al Comune, alla Asl, ai Carabinieri forestali e via dicendo. Dovrò per forza fermarmi almeno un giorno per riuscire a fare tutto. Inizierò a buttar giù uno scritto e a segnalare a tutti i vari sindaci, dato che nel canile di Ceccano vengono portati i cani di vari comuni del Frusinate”.
“Di Corradino non si sa nulla”, ha incalzato la volontaria, messa a dura prova da constatazioni parziali e silenzi dell’associazione che ha deciso di consegnarlo allo stallo.
Nella nostra provincia, invece, i canili rimangono stabili per condizioni quasi ovunque: a Montefiascone permangono problematiche evidenti. “Credo che la struttura lì sia rimasta la stessa – ha affermato la Cossio – ma c’è una volontaria di cui ho abbastanza fiducia che dice che i cani non stanno così male, li fanno anche uscire. Io non mi sono più interessata, dopo il vecchio gestore ci sono state altre associazioni per due o tre mesi, poi quando hanno fatto il bando non hanno partecipato, per cui è finito in altre mani”.
Si distinguono, invece, per passione verso gli animali e infinito amore il canile di Paola Viglino a Bagnaia, dove i cani hanno lo spazio per muoversi nel verde, e “Valle Faul” di Mario Venanzi. Due delle volontarie operanti in quest’ultima struttura, Paola Vicidomini e Nunzia Casini, sono riuscite a garantire l’uscita dal canile e l’adozione di più di 100 animali nel 2023, in un luogo che non ostacola il delicato passaggio dal box alla famiglia di approdo.
Gloria Cossio, inoltre, condivide un legame speciale con un cane salvato da una struttura di Viterbo, Biagio: accolto da lei quando aveva quindici anni, ora va per i diciotto ed è una creatura meravigliosa. Fiero combattente che sfida ogni giorno la leishmania, Biagio ha riempito di una nuova, autentica luce la vita della Cossio e della sua famiglia, innamorata persa della gioia del cane.

Biagio era gravemente sottopeso ed è stato nutrito, curato e supportato con integratori dalla volontaria, che lo ama profondamente e presenta la sua storia con lui non come un esempio, ma come un bagliore di rinascita per lei e per tutte le altre persone che sceglieranno di vivere con un cane anziano. Secondo la Cossio, l’affetto di un animale anziano è fonte di ispirazione e infinita empatia, essendo ogni cane a suo avviso “portatore sano di felicità”.
Dedicarsi e prestare la propria voce e i sacrifici a una causa come quella della lotta agli stenti nei canili apre porte di nuova linfa e salva a sua volta chi fa del bene: i risultati si conseguono tentando sforzi e spesso agendo in autonomia, ma l’appagamento del calore donato da un cane è la ricompensa per la rapida salita.

