

VITERBO - Un successo la serata del 16 gennaio a Bagnaia, con il tradizionale Focarone che ha riunito molte persone per l’occasione. Dietro l'organizzazione di questo evento ci sono due figure conosciute dai compaesani: Giorgia Serafini, Presidente del comitato, e Giacomo Ragonesi, Vicepresidente. Entrambi sono profondamente legati a questa tradizione che affonda le radici nel cuore della comunità.

Cosa vi ha spinto ad assumervi un compito del genere e cosa motiva i focaroli? “Siamo cresciuti con questa tradizione, il Focarone è un evento che ci affascina sin da piccoli. Entrare a far parte del comitato è sempre stato un sogno da bambini condiviso tra amici, un modo per dimostrare la nostra appartenenza alla comunità”, racconta Giorgia Serafini “A 17 anni sono entrata nell’organizzazione, e col tempo l’impegno è cresciuto. Due anni fa, quasi per gioco, con un’amica ho espresso il desiderio di diventare presidente, e alla fine il sogno si è realizzato. Oggi, con Giacomo Ragonesi, condivido il ruolo: lui è il braccio, io la mente “È il tuttofare, l’uomo giusto per il fuoco” spiega Giorgia; lavoriamo in squadra per il bene della tradizione”.
Come si diventa Presidente e Vicepresidente? “In passato c’era una gara di velocità, chi riusciva per primo a staccare lo stendardo dalla chiesa di Sant’Antonio diventava presidente. Ora il processo è più democratico, si vota e, il giorno del fuoco, si stacca lo stendardo per ufficializzare l’elezione. Successivamente, si entra nella chiesa per firmare il libro costudito dal presidente della confraternita di Sant’Antonio e Sant’Abate, dove sono custoditi i nomi di tutti i presidenti e vicepresidenti dal passato a oggi. Un momento questo che lega passato e presente”.

Cosa rende unica questa festa? “Il fuoco è un simbolo, un ponte tra passato, presente e futuro. Rappresenta la storia di Bagnaia e unisce tutte le generazioni. Ogni anno lascia un segno indelebile nella nostra comunità e questo è documentato dal libro che custodisce la cronostoria dei presidenti e vicepresidenti”.
C’è mai stato un anno senza il fuoco? “Solo durante il Covid il fuoco non è stato realizzato. Tuttavia, alcuni focaroli hanno acceso una fiaccola simbolica davanti alla chiesa, e un’immagine del fuoco è stata proiettata per mantenere vivo lo spirito della tradizione”.
Un augurio per il futuro? “Spero che questa tradizione continui per sempre. È un esempio di aggregazione e spirito di squadra raro al giorno d’oggi. Auguro che il nostro messaggio di unità possa essere tramandato alle generazioni future”.