ANNO 16 n° 272
Cordoglio per Ernesto Assante: l’impresa di reinventare la musica con le parole
Poliedrico, dinamico, in costante evoluzione: aveva lavorato per e con artisti affermati del calibro di Elisa Toffoli

Di Elsa Berardi

CIVITA CASTELLANA - Poliedrico, dinamico, in costante evoluzione: aveva lavorato per e con artisti affermati del calibro di Elisa Toffoli e da pochi giorni aveva compiuto sessantasei anni. Ernesto Assante, critico musicale per “La Repubblica”, è venuto a mancare all’affetto della moglie e delle due figlie a causa di un malore, poco dopo le fortunate interviste rilasciate alle star dell’ultimo Sanremo. Numerose le testate che, nella mattina di oggi, si sono pronunciate per ricordare ironia, competenze e gusto per i cult musicali del giornalista, una penna rock’n roll ospitata a Civita Castellana in occasione della rassegna “Autunno piovono libri”. Assante era stato accompagnato da Mogol, al secolo Giulio Rapetti, in una memorabile avventura di divulgazione dell’arte: era venuto nella stessa cittadina del viterbese per presentare il suo libro “Lucio Battisti”.

Non aveva bisogno di peripezie lessicali per descrivere l’ascesa al successo di un cantante: amava smuovere al ragionamento, alla memoria e alla comprensione gli amanti dell’arte musicale che hanno avuto il piacere di incontrarlo. Importante è la sua distinzione tra la musica ritmata, figlia del nuovo millennio, e le canzoni a cui le parole non fanno da cornice, bensì da pilastro: un pensiero, questo, che invita a porsi in ascolto del presente musicale per capirlo, per assolverlo dalle sue disattenzioni e per renderlo consapevole della tradizione.

Ernesto Assante ha inoltre vantato la collaborazione con la rivista “Rolling Stone”, principale spazio di riflessione sui fenomeni attuali e passati dell’ambito musicale. Si è dedicato, tra le diverse vie di sviluppo della sua creatività, all’insegnamento di Teoria e tecnica dei nuovi media e Analisi dei linguaggi musicali alla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università “La Sapienza” di Roma.

Proiettato verso il futuro e forte al contempo di una galanteria mai desueta nei giudizi, il giornalista si è interfacciato con la volontà di reinventare la condivisione della musica, scegliendo le parole per eternarne l’essenza: l’amore per la cultura immateriale è un settore che non incontra mai, per nostra fortuna, alcuna forma di crisi. Colpisce il suo interesse innato per la tecnologia e le sue funzionalità di comunicazione e diffusione dell’arte, in un mondo che tende ad utilizzarla per chiudersi in sé stesso.

Alla famiglia di Assante e a chiunque lo abbia amato vanno le più sentite condoglianze dalla redazione di Viterbo News 24.




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