ANNO 16 n° 273
Contrasto infiltrazioni
malavita, a Viterbo
un incontro sul problema
Il 1 giugno nella sala Arci Biancovolta

Contrasto alle infiltrazioni della malavita organizzata a Viterbor, ruolo, prerogative, principi e scelte di una amministrazione locale. Questo il titolo dell'incontro che si svolgera sabato 1 giugno, alle 17, nella sala Biancovolata dell'Arcia, in via delle Piagge 22. All'incontro sarà presente Francesco Forgione, già presidente della Commissione parlamentare Antimafia.

 Interverranno rappresentanti di CGIL, CNA, Coldiretti. Con la partecipazione di Leonardo Michelini, Raffaella Valeri, Umberto Cinalli e Daniele Camilli

“La speculazione edilizia nella bassa Tuscia (e sul litorale) ha assunto aspetti del tutto nuovi e impressionanti: non si tratta più solo di interventi edilizi o lottizzazioni in variante dei piani regolatori. Siamo di fronte ad un irreversibile consumo di suolo agricolo, a una massiccia “occupazione” del territorio e all’esproprio delle prerogative amministrative in grado di modificare non solo le dinamiche economiche ma il sistema culturale stesso e delle rappresentanze politiche. Il territorio è la principale risorsa della Tuscia dunque ma anche il primo obiettivo di speculatori e della criminalità organizzata. Una presenza che non solo viene sottovalutata – da parte di alcuni organi competenti – ma addirittura negata. Secondo FILLEA CGIL, LIBERA e DIA il territorio dell'Alto Lazio è sempre più caratterizzato dalla presenza di interessi malavitosi, che si concentrano nei settori edilizio e delle grandi opere mentre cresce il numero dei reati connessi (usura e traffico di stupefacenti). In alcune aree e per taluni settori si arriva a parlare di “meridionalizzazione”.

Clan e cosche stabiliscono rapporti funzionali con aziende e amministrazioni locali – e quelle minori sono tra le più fragili. Basti pensare che il 13 per cento dei Comuni laziali, 48 su 378, sono interessati da attività illegali riconducibili alle mafie. Così nel viterbese sono presenti le ’ndrine Zumbo- Gugliotta, Mammoliti, Libri, Mollica e il clan campano Sarno, oltre ai tristemente noti Casamonica.”

(Rapporto 2009 Osservatorio Ambiente e Legalità R. Livatino di Legambiente)

Mentre questo veniva denunciato da tutti gli organi di stampa e mentre la cronaca odierna dimostra quanto quelle denunce erano reali, a Viterbo c'era e rimane ancora oggi qualcuno che continua a negare l'evidenza.

 

 




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