

VITERBO - 'Tra i dipendenti della ASL di Viterbo scopri interi rami di parentela (naturale ed acquisita). Sorvolando su come possano essersi realizzate tali concentrazioni di parenti e congiunti, ti chiedi se l’organo deputato alla vigilanza ed al controllo abbia notato tali situazioni e se si debbano evitare circostanze potenzialmente foriere di favoritismi e disparità di trattamento (es. valutazione, orari tarati su misura, ecc).
Ci si domanda, personalmente dubitandone, se tutto ciò è contemplato dalle regole nazionali ed aziendali, ovvero se è conforme alle medesime. Il problema dovrebbe essere già stato vagliato in sede di valutazione dei rischio corruzione. Alcuni casi che si possono citare, hanno trovato autonoma soluzione per effetto del pensionamento di uno dei coniugi, esempio il vecchio Direttore del CSM di Viterbo, coniugato con una collega assegnata alla stessa unità. Restano in piedi altre situazioni, che questi sindacati ritengono di dover approfondire, in cui vi sono delle situazioni particolarmente favorevoli per alcuni dipendenti, “diretti” da congiunti.
Un caso è quello del facente funzioni dell’area C del DSM (secondo noi assegnate in modo non conforme alle normative contrattuali) nominato dalla ASL di Viterbo, che ha alle sue dirette dipendenze, nonché nella sua equipe, la recente coniuge (già convivente da diverso tempo). Tali coniugi condividono la stessa assegnazione, in diversi giorni lo stesso orario flessibile. Ricordiamo che il personale infermieristico che percepisce l’indennità sulle 12 ore di turno (6+6) dovrebbe avere un orario fisso (8-14; 14-20), mentre ad esempio il 20 luglio i coniugi si recavano sul posto di lavoro alle 8.45 circa). Sembrerebbe che l’Azienda, o chi per lei, permetta ai coniugi di avere la stessa programmazione di permessi e/o ferie (dall’8 al 23 luglio 2021). Peraltro nel mese di luglio 2021 la coincidenza dei permessi e/o ferie dei coniugi si sommava anche l’assenza dal lavoro per permessi e/o ferie di un altro membro dell’equipe dal 7 luglio al 17 luglio 2021), lasciando in servizio solamente una rimanente infermiera (l’equipe sanitaria è formata da 4 persone in totale).
Un secondo caso, sempre nella medesima area, è dato da uno psicologo ed un’infermiera, anch’essi coniugati (e già conviventi da diverso tempo), che oltre a condividere la stessa sede di servizio (nel DSM della ASL), lo stesso orario e la stessa programmazione ferie, sono stati impegnati contemporaneamente (per la settimana dal 24 al 31 luglio 2021) nell’effettuazione di un soggiorno che viene svolto ogni anno con pazienti psichiatrici (9 pazienti), nella stessa stanza dell’Hotel Vannucci di Rimini, unitamente ad altri due operatori (uno psicologo e 3 infermieri). Alcuni di questi pazienti ci hanno raccontato che i due dipendenti (coniugi) hanno soggiornato in una bella camera matrimoniale.. ovviamente pagata dalla ASL. In aggiunta i coniugi prendono le ferie negli stessi periodi e, posto che gestiscono (per soli due giorni a settimana) il centro diurno DSM dell’ASL, area C, sede di Vetralla, tale circostanza comporta la chiusura del centro appena detto, con disfunzioni per l’utenza.
Un terzo caso è dato da una moglie infermiera che, all’interno della ASL di Viterbo, fa da tutor al marito operatore tecnico, impegnato in un master aziendale. Per ora abbiamo deciso di fermarci qui, mentre approfondiamo altri casi che saranno esposti. Mentre proliferano i rapporti familiari e le mogli valutano le performance dei mariti (e viceversa) a tutti i livelli, compresi quelli apicali, per tutti per tutto gli altri dipendenti possono essere tempi duri.
Ci si chiede se sia corretto permettere tali situazioni in una macchina pubblica, quella sanitaria, così delicata e così importante per la salute ed il benessere dei cittadini, soprattutto in questo periodo di crisi sanitaria mondiale. Si chiede alla ASL di Viterbo, nonché agli organi a cui tale missiva si invia per l’opportuna conoscenza, di prendere i provvedimenti del caso e di legge'.
NURSING UP
C.I.S.A.S.